Tecnologia e stampanti 3D, così San Giovanni scenderà dal campanile di Besano

Gianmario Volpi e il sindaco Leslie Mulas raccontano come è nata l'idea di riprodurre la statua che svetta a 40 metri sopra l'abitato e come il santo potrebbe diventare ambasciatore di un importante progetto di promozione turistica della Valceresio

Besano - Riproduzione della statua di San Giovanni

Da più di 200 anni la statua di San Giovanni svetta sul campanile della chiesa parrocchiale di Besano, ma in pochi hanno potuto guardare il volto del santo che veglia sul paese. Ora, grazie alla tecnologia e all’intervento di un besanese che ha sempre nel cuore il suo paese, San Giovanni “scenderà” dal campanile e andrà, letteralmente, tra la gente.

L’idea di rendere la statua fruibile era nata dal comitato che si è costituito spontaneamente per sostenere i lavori di restauro del campanile, ormai giunti alla fase finale. Lavori che hanno portato anche alla pulizia e al restauro della grande statua di San Giovanni, realizzata dallo scultore Gerolamo Argenti. Una statua imponente (2 metri e 20 d’altezza) e molto bella ma difficilmente raggiungibile una volta tolti i ponteggi.

Gianmario Volpi, originario di Besano e titolare dello studio Volpi di Carnago, ha seguito con particolare attenzione l’intervento di restauro e ha messo a disposizione una soluzione innovativa per superare la distanza tra i besanesi e il loro santo.

«Se la statua non si poteva materialmente rimuovere dalla cima della torre, diventava necessario realizzarne una copia perfetta in scala naturale – spiega Volpi – Questa copia poteva essere sia “materiale” sia “virtuale”, o entrambe. La prima cosa da fare è stata quindi l’acquisizione di una immagine 3D ad alta risoluzione, da utilizzarsi poi in una molteplicità di applicazioni».

Saliti sul campanile con uno scanner manuale, in grado di rilevare sia la geometria sia il colore dell’oggetto analizzato, Volpi e i suoi collaboratori hanno letteralmente “mappato” San Giovanni pezzo per pezzo, acquisendo circa 40mila frame e milioni di punti individuali, ottenendo tutte le informazioni per riprodurre perfettamente la statua.

«Di ritorno allo Studio, si trattava di “rimettere insieme i pezzi” grazie al software 3D imaging dedicato. E’ stata così creata una versione digitale della statua, inclusa la realistica riproduzione della superficie. Il grano e il colore dell’arenaria usata da Argenti oltre due secoli fa risultano perfettamente replicati, ed ogni singolo segno dello scalpello dell’artista fedelmente ricostituito».

Per passare dal virtuale al reale è stata utilizzata una stampante 3D a resina liquida, facendo un test sulla testa della statua. La testa del santo, troppo grossa per la stampante, è stata suddivisa in spicchi e per ognuno dei quattro elementi sono state necessarie circa 20 ore di stampa. Il risultato, una volta riuniti i pezzi e dopo l’intervento di un artigiano restauratore, è stato entusiasmante e dunque il progetto andrà avanti, con la riproduzione dell’intera statua.

Lo Studio Volpi ha donato i modelli matematici al Comune e si sta lavorando alla realizzazione della copia della statua che, nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale e della Parrocchia, dovrebbe essere collocata in chiesa, non prima di un “tour” per portarla in diversi punti del paese, della Valceresio e del Varesotto.

«L’idea è quella di farne una sorta di ambasciatore per la promozione del territorio – spiega il sindaco Leslie Mulas – Grazie alla generosità di Gianmario Volpi e del suo studio ora i modelli sono di proprietà della comunità besanese e dunque la statua di San Giovanni potrebbe essere declinata in molti modi. La Pro Loco di Besano si è detta disponibile a coprire i costi della copia, dando così una spinta al progetto».

Un’idea in sintonia con la visione di Volpi: «Oggi, compiuta la prima parte della missione, lo Studio guarda al futuro e pensa alla definizione di una roadmap strategica per la promozione del turismo in Valceresio. La vicinanza di Milano, di Lugano e dei grandi laghi sono sicuramente elementi a favore, oltre al prestigioso status di patrimonio Unesco, così come la varietà dell’offerta culturale e sportiva. Il buon Santo, nelle sue rappresentazioni olografiche o fisiche, può costituire un punto di partenza, o di arrivo, di una vera e propria avventura culturale, artistica e sportiva. Studio Volpi si impegnerà ora a seguire l’evoluzione del progetto, mettendo a disposizione la sua esperienza e le sue competenze in materia di branding e di comunicazione per aiutare il Santo a muovere i primi passi sui social, diventando così il punto focale di un sistema di marketing territoriale davvero innovativo, che metta in rete le risorse disponibili, con la partecipazione dei vari attori in un progetto virtuoso tra pubblico, privato e associazioni».

Mariangela Gerletti
mariangela.gerletti@varesenews.it

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Pubblicato il 11 Marzo 2021
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