“Facciamo ripartire il treno della Valmorea”

Era l'unica ferrovia turistica internazionale d'Italia, ma i treni si sono fermati nel 2007. Ora c'è una proposta alla Regione per far ripartire i convogli. Quelli a vapore e magari anche quelli "veri"

ferrovia valmorea

Vi ricordate il treno a vapore della Valmorea?
Era l’unico treno turistico internazionale in Italia, l’unico convoglio che passava un confine, quello con il Ticino. Un’esperienza che aveva attratto molta attenzione ma che manca ormai da anni. E adesso c’è chi chiede alla Regione di fare la propria parte per far ripartire il trenino.

La richiesta viene dal consigliere regionale Pd Angelo Orsenigo, che ha presentato tre emendamenti e ordini del giorno a tema trasporti, sul bilancio in discussione al Pirellone. «Regionalizziamo la navigazione lacustre, rendiamo gratuita la tangenziale di Como e recuperiamo l’antica ferrovia della Valmorea», sintetizza Orsenigo.

«Già lo scorso dicembre il consiglio regionale ha approvato un mio ordine del giorno sul tema» ricorda Orsenigo, riferendosi alla ferrovia che segue la valle Olona e la valle del Lanza. A questo punto si chiede di fare il passo successivo: «Per evitare che questo documento rimanga lettera morta ho presentato un emendamento al bilancio con cui chiedo che la Regione si attivi per recuperare questa tratta dando così un importante impulso allo sviluppo delle province di Como e di Varese».

La ferrovia di Valmorea – così detta dal nome della stazione di confine, che a sua volta si rifà al nome della valletta del torrente Lanza – è stata attiva come vera linea internazionale solo per pochi anni, a cavallo tra anni Venti e Trenta. Sul finire del secolo scorso – nel 1995-96 – è rinata come ferrovia turistica, su impulso di un’associazione elvetica (il Club San Gottardo) e di alcune sigle italiane, oltre che con il contributo delle Ferrovie Nord Milano, a cui appartengono la sede e i binari.

Negli anni successivi i binari sono stati riattivati fino a Cantello e Malnate, ma dal 2007 il cantiere della nuova ferrovia Lugano-Varese (la “Arcisate-Stabio) ha comportato lo stop al traffico turistico.

Una perdita non da poco, per la provincia di Varese che ci aveva creduto molto: «La Valmorea ha infatti un valore turistico visti i siti culturali e naturalistici lungo il tracciato, senza contare l’utile servizio di trasporto per i frontalieri che da Castellanza potrebbero arrivare fino a Mendrisio» continua Orsenigo.

Il consigliere comasco fa riferimento anche ai progetti di ripristino della ferrovia verso Sud, da Malnate Olona (la stazione alla Folla, in valle) a Castiglione e poi più oltre fino a Castellanza: è una prospettiva sollecitata da alcuni amministratori ma ancora da concretizzare, che aggiungerebbe valore alla linea, facendola passare da attrazione turistica a infrastruttura di trasporto.

«Regione Lombardia ascolti gli amministratori, il territorio che chiedono il recupero della tratta e ovviamente ascolti il proprio consiglio, che poco più di sette mesi fa si è espresso a favore di questa iniziativa» conclude il consigliere comasco».

Il valore della linea anche solo come ferrovia turistica sarebbe comunque importante, in un periodo in cui il treno sta mostrando la sua forza attrattiva all’interno di un sistema turistico, come accade nel Monferrato o in Abruzzo con la “Transiberiana d’Italia”. E anche il Lago Maggiore sta diventando una meta fissa: quest’estate sono ben cinque i treni a vapore in programma, quattro verso Laveno e uno (già effettuato) su Stresa.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 26 Luglio 2021
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