Code, tempi lunghi e parcheggio difficile: cosa succede se si chiude la ferrovia dei frontalieri tra Varese e il Ticino
La linea è chiusa fino al 5 luglio per lavori Rfi. Nonostante gli autobus sostitutivi, una parte dei pendolari transfrontalieri ha dovuto tornare all'auto, con tempi di percorrenza aumentati e difficoltà logistiche. Un caso che mostra l'importanza delle ferrovie anche fuori dagli assi principali
Da quasi tre settimane la chiusura della linea ferroviaria transfrontaliera tra Gallarate e Stabio sta mettendo alla prova migliaia di frontalieri che ogni giorno si spostano tra il Varesotto e il Canton Ticino.
Un’interruzione temporanea, dal 7 giugno al 5 luglio 2026 per consentire lavori di potenziamento infrastrutturale da parte di Rete Ferroviaria Italiana, ma che sta mostrando con evidenza quanto la ferrovia sia diventata un asse fondamentale per la mobilità transfrontaliera.
La sospensione dei collegamenti Tilo S40 e S50 rientra nel più ampio piano di interventi che sta interessando diverse linee ferroviarie lombarde. Una vera e propria corsa contro il tempo legata ai cantieri finanziati dal Pnrr e ai ritardi accumulati negli ultimi anni, che ha portato alla contemporanea chiusura di più tratte proprio in un periodo ancora caratterizzato da intensi spostamenti per lavoro.
Più traffico e tempi di percorrenza allungati
La conseguenza più immediata della chiusura è stata il trasferimento di una parte consistente dei viaggiatori dalla ferrovia alla strada. Un fenomeno che ha avuto effetti visibili soprattutto lungo le direttrici verso il confine e in particolare nell’area del valico del Gaggiolo, già normalmente soggetta a congestionamenti.
Le testimonianze dei frontalieri raccontano una quotidianità più complicata. «Parto alle sei del mattino e impiego un’ora e mezza per arrivare al lavoro», racconta una lavoratrice che vive nell’area compresa tra Varese e Gallarate. «Ho provato ad anticipare ulteriormente la partenza pensando di trovare meno traffico, ma ho trovato ancora più coda. Allo stesso modo al rientro ci metto un’ora e mezzo».
Bus sostitutivi e percorsi alternativi
Per affrontare la chiusura delle linee ferroviarie, Trenord ha predisposto una rete di servizi integrativi composta da autobus sostitutivi e itinerari ferroviari alternativi. Solo nel Nord Ovest della Lombardia sono stati programmati 512 mila chilometri di servizio su gomma, in un contesto reso ancora più complesso dalla crescente carenza di autobus e autisti a livello nazionale.
L’offerta è stata costruita sulla base dei dati di frequentazione dei treni e viene monitorata costantemente. Sul collegamento tra Varese e Stabio, dopo i primi giorni di osservazione dei flussi, il servizio è stato ulteriormente rafforzato con l’aggiunta di un secondo autobus per alcune corse in direzione Svizzera.
Trenord sottolinea inoltre il continuo coordinamento con gli autisti per garantire gli interscambi e la presenza di personale di assistenza nelle stazioni interessate dai cambi di modalità di trasporto.
Resta però un limite difficilmente superabile: un treno può trasportare centinaia di persone in un’unica corsa, una capacità che nessun servizio sostitutivo su gomma riesce a replicare completamente.
Stabio trasformata in stazione-porta
L’interruzione della linea ha avuto effetti evidenti anche sul lato svizzero del confine. La stazione di Stabio si è trasformata in una “stazione porta” del Ticino per molti frontalieri che hanno scelto di raggiungerla in automobile per poi proseguire in treno verso Mendrisio, Lugano, Bellinzona e altre località.
Per rispondere all’aumento della domanda, le Ferrovie Federali Svizzere hanno ampliato temporaneamente le aree di sosta, predisponendo un parcheggio supplementare in un prato adiacente al parcheggio ufficiale.
Nei giorni scorsi, tuttavia, si è verificato un episodio che ha suscitato proteste e ampia eco mediatica: diversi pendolari hanno trovato sul parabrezza una multa pur avendo parcheggiato nell’area destinata all’interscambio.
Su questo ci sono anche buone notizie: le FFS hanno chiarito che si è trattato di un errore operativo. Il parcheggio sterrato è infatti gratuito e tutte le sanzioni elevate in quei giorni saranno annullate.

Una lezione sulla mobilità
La chiusura temporanea della linea Gallarate-Stabio sta offrendo una dimostrazione concreta di quanto la ferrovia transfrontaliera sia diventata indispensabile nel sistema dei trasporti tra Lombardia e Canton Ticino, in pochi anni. La Varese-Stabio-Lugano è una infrastruttura relativamente recente (è stata aperta a gennaio 2018), ma in pochi anni ha assunto un ruolo centrale per migliaia di lavoratori e studenti.
Quando una quota significativa di questi spostamenti viene trasferita sulla rete stradale emergono immediatamente criticità note: code ai valichi, tempi di percorrenza imprevedibili, difficoltà di parcheggio e maggiore pressione sulla viabilità locale. Problemi che ricordano come il trasporto ferroviario rappresenti ancora oggi uno degli strumenti più efficaci e sostenibili per gestire i grandi flussi di mobilità quotidiana e come affidare esclusivamente alla mobilità privata il collegamento tra territori così strettamente interconnessi rischi di mostrare rapidamente tutti i suoi limiti.
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