Quest’anno faremo 1450 miliardi di foto. Ma la macchina fotografica è scomparsa

Le spedizioni di fotocamere in tutto il mondo sono diminuite del 93% tra il 2010 e il 2020, cancellando oltre quattro decenni di crescita

Economia varie

All’ingresso della scuola che riapriva qualche giorno fa, c’erano due fotografi che, con una Nikon al collo, offrivano di immortalare con uno scatto professionale l’inizio di un giorno simbolico e carico di emozioni per ogni famiglia, ancora di più in questi anni di pandemia. Erano invisibili all’attenzione di mamme, papà e nonni, come i questuanti fuori dalle chiese. Facevano l’effetto che avrebbe fatto mio nonno con il calesse per il servizio pubblico se oggi si presentasse in fila tra i taxi per dare un passaggio sulla A8 a chi arriva a Malpensa ed è diretto a Milano. Fuori tempo massimo.

Nella storia della fotografia quella che viene considerata la prima “eliografia” è stata fatta dal francese Nicèphore Niepce, il 19 agosto del 1826. Si tratta della “Vista dalla finestra a Le Gras”. Sull’immagine, ancora oggi intatta, è possibile riconoscere chiaramente la finestra aperta sulla sinistra, a fianco una colombaia e dietro un albero. Nel centro spunta un tetto e alla sua destra un camino. Ci vollero otto ore per scattare questa foto e la piastra di stagno su cui fu catturata la foto aveva una dimensione di 20X25 cm.

Siamo ormai nel 2021, l’era delle foto digitali. Chiunque abbia un telefono ha una fotocamera a portata di mano; per non parlare dei mille altri dispositivi che permettono di scattare foto, come droni, tablet, GoPro e webcam. Con tutta questa tecnologia a portata di mano, siamo in grado di accumulare molte foto. Secondo Keypoint Intelligence, quest’anno faremo 1450 miliardi di fotografie: 185 a testa all’anno, considerando la popolazione di 7,8 miliardi del pianeta Terra, con contributi ovviamente molto diversi. Mia madre non ha fatto nessuna fotografia. La nostra famiglia in vacanza qualche migliaio. In ogni caso un numero impressionante e destinato a crescere continuamente, con l’evolvere della tecnologia.

Una delle caratteristiche distintive di molti nuovi smartphone è la fotocamera. Con i sensori di immagine sempre più piccoli (e migliori) e la loro potenza di calcolo che consente un sofisticato miglioramento dell’immagine in tempo reale, le foto scattate con i moderni smartphone si avvicinano sempre di più alla qualità un tempo riservata alle costose fotocamere con obiettivi intercambiabili.

E non è solo la fascia alta del mercato degli smartphone. Negli ultimi anni, le fotocamere degli smartphone in generale sono migliorate in modo significativo. Tanto che molte persone non vedono più la necessità di portare o acquistare una fotocamera dedicata. Mentre i professionisti e gli appassionati di fotografia otterranno (probabilmente) sempre risultati migliori utilizzando fotocamere e obiettivi di fascia alta, gli smartphone moderni scattano foto che sono facilmente sufficienti per le esigenze del consumatore medio.

Per il settore delle fotocamere e delle apparecchiature fotografiche, l’ascesa della fotografia da smartphone ha avuto effetti devastanti. Secondo il CIPA, un’associazione industriale con sede in Giappone con membri come Olympus, Canon e Nikon, le spedizioni di fotocamere in tutto il mondo sono diminuite del 93% tra il 2010 e il 2020, cancellando oltre quattro decenni di crescita. Il forte calo è stato principalmente determinato da un calo delle spedizioni di fotocamere digitali con obiettivi incorporati, il tipo su cui i fotografi occasionali facevano affidamento prima dell’avvento della fotografia da smartphone.

Sono Platone ed Aristotele in primi a dialogare sull’idea di concettualizzare il divenire di una forma in immagine, di un concetto nella memoria. Un tempo ogni foto era un oggetto unico da preservare e acquisiva valore nel tempo e col tempo. L’accelerazione del mondo tecnologico ribalta la relazione con lo strumento. “Noi viviamo nella pura accelerazione del tempo, scandita non dai progetti umani, ma dagli sviluppi tecnici che, consumando con crescente rapidità il presente, tolgono anche al futuro il suo significato prospettico, quindi il suo “senso”, afferma il filosofo Umberto Galimberti.

Ora ogni istante (“instagram”) è catturato da ogni angolo, usato e abusato, nella condivisione compulsiva, e scompare nella frammentazione delle memorie in cloud, come la nostra capacità di dare valore al tempo.

“La fotografia è l’arte di mostrare di quanti istanti effimeri la vita sia fatta”, Marcel Proust.

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Pubblicato il 26 Settembre 2021
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