Gazzada Schianno piange Luisella Vita

Lella aveva 93 anni e aveva trascorso gran parte della sua vita nel paese natìo. Il ricordo dei nipoti Vanessa e Alessandro e del sindaco Paolo Trevisan

Gazzada schianno varie

Si è spenta all’età di 93 anni Luisella Vita, per gli amici semplicemente Lella. Era nata il 6 dicembre 1928 a Gazzada Schianno dove ha vissuto per quasi tutta la sua vita. Era una persona molto conosciuta e amata dai suoi concittadini.
Ecco il ricordo dei nipoti Vanessa e Alessandro Garzillo e del sindaco Paolo Trevisan.

 

Cara Lella,
difficile trovare le parole in questo momento. Sei stata per Noi, ma soprattutto per Vanessa una figura Importantissima. Ti sei presa cura di Noi in questi anni accompagnandoci nel nostro cammino. Oggi perdiamo un pezzo di storia di Gazzada Schianno. Tu che hai vissuto la guerra e hai vissuto i cambiamenti del nostro paese, oggi ci saluti. Eri così fiera di essere di Gazzada e con questa lettera volevamo renderti il giusto omaggio. Appartenevi ancora a quel Club di persone che sentivano l’appartenenza al proprio Comune in modo carnale. Le serate passate insieme ascoltando la tua Vita erano per noi scoprire il nostro paese. Avevi le tue abitudini e vivevi il paese al 100% I racconti della tua gioventù tra la Cagnola e il Vespa Club del quale eri orgogliosa di aver fatto parte, ci facevano sorridere per la purezza che ci trasmettevi. I tuoi nipoti Matteo e Melissa hanno avuto l’onore di conoscerti e l’Amore che gli hai Donato resterà per sempre con loro. “Lella” così ti chiamavamo tutti vorrei scriverti tanto di più… ma più penso a te più mi commuovo e le parole si bloccano. Sei stata una persona importantissima e ti ringraziamo per quello che ci hai donato. È stato un Onore aver fatto parte della tua vita, prenditi cura di Tutti Noi e veglia sulla tua amata Gazzada Schianno.

Un abbraccio grande Vanessa, Alessandro, Matteo e Melissa

IL RICORDO DEL SINDACO DI GAZZADA SCHIANNO

«Se ne va un pezzo importante della mia vita» dice Paolo Trevisan sindaco di Gazzada Schianno che che era considerato da Lella Vita un componente della famiglia. «La sua casa per me e mio fratello Giuseppe era una seconda casa – racconta Trevisan -. Fin da piccoli giocavamo nel giardino con il fratello Bruno e mamma Maria, che per noi era “Mia”. E quando all’imbrunire Lella rientrava in sella alla sua Vespa dalla filatura di Albizzate dove lavorava, per noi era un’autentica festa. All’epoca, era il 1953, non si usava ancora il casco e Lella, nel pieno della bellezza giovanile, raccoglieva con eleganza i suoi capelli in un foulard. Quella casa per me ha rappresentato la libertà».

Come suo padre morto durante la guerra in Albania, anche Lella Vita non potrà riposare nel cimitero di Gazzada perché non più residente nel paese, secondo le disposizioni del regolamento cimiteriale del comune.

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Ottobre 2021
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