La discussione della riforma sanitaria in commissione inizia tra le polemiche, una querela e le dimissioni

Il Presidente della commissione Sanità della Regione non ha gradito i commenti del rappresentante dei 5 Stelle. Il consigliere del PD Astuti accusa: "La maggioranza blinda la non discussione sulla non riforma". Fumagalli ha rassegnato le dimissioni

commissione sanità

Ha preso il via tra le polemiche e una querela la discussione in commissione sanità della Regione della legge di modifica per la Riforma della Sanità. Dopo molte audizione dei diversi attori coinvolti nella rivisitazione della Legge 23, i consiglieri, sotto la guida del Presidente Emanuele Monti, hanno iniziato il confronto dedicato agli emendamenti presentati.

L’intervento del consigliere dei 5 Stelle Marco Fumagalli è stato interrotto dopo 44 minuti dal presidente Monti che chiedeva chiarezza dei tempi dell’intervento. La risposta polemica del consigliere ha innescato un confronto acceso con accenni a metodi fascisti che non sono piaciuti al Presidente Monti il quale ha annunciato di aver dato mandato ai suoi legali di procedere con la querela. 

Contestato dall’opposizione la mancanza di spazi di confronto: « per un atteggiamento di grande chiusura da parte del centrodestra e dalle scelte del presidente della commissione, il leghista Emanuele Monti – ha osservato  Samuele Astuti, capodelegazione PD in commissione sanità del Consiglio regionale della Lombardia – È questo il modo in cui intendono ascoltare le proposte di chi lavora in sanità? Ce ne facciamo carico noi, del Pd, che abbiamo presentato 224 emendamenti, tutti di merito, che raccolgono le osservazioni e le richieste di modifica che noi condividiamo e che collimano con la nostra proposta. Fontana e Moratti hanno presentato una “non riforma”, un’operazione gattopardesca, e ora la blindano con una “non discussione”, dopo aver fatto finta di ascoltare medici, infermieri, operatori, università e terzo settore. È evidente che non sono in grado di cambiare davvero la sanità lombarda, ma noi non molleremo di un centimetro e pretenderemo di discutere fino all’ultimo articolo, in commissione e in Aula, stando sempre sul merito. La Lombardia ha sofferto troppo durante la pandemia, il minimo che possiamo fare è pretendere cambiamenti profondi, per la salute dei lombardi».

Dal canto suo, il Presidente Monti ha spiegato «Dalla sinistra solo proposte strumentali e ostruzionismo per allungare i tempi. Il centrodestra si dimostra compatto nel voler portare a compimento uno slancio della sanità lombarda. Le nostre idee guardano al futuro della Lombardia».

LE DIMISSIONI DALLA COMMISSIONE DEL CONSIGLIERE FUMAGALLI

Al termine della riunione, il consigliere Fumagalli ha deciso di rassegnare le dimissioni da componente della commissione:
«Ho rassegnato le dimissioni da componente della Commissione Sanità di Regione Lombardia a causa dell’atteggiamento del Presidente Emanuele Monti durante l’esposizione delle mie proposte sulla riforma del Servizio Sanitario Lombardo. Stavo parlando della sanità che Il Movimento Cinque Stelle vuole per la Lombardia: una sanità che sia vicina ai cittadini e che non sia basata sul profitto.  Il Presidente abbia deciso di togliermi la parola per contingentare i tempi. Se il ruolo del Consigliere Regionale è regolato dalla clessidra e, al contrario di quanto affermato dallo stesso assessore al Welfare Letizia Moratti, non c’è la possibilità nemmeno di esporre quelle che sono le proprie proposte, mi chiedo a cosa serva il Consiglio Regionale. Il presidente Monti avrebbe dovuto dichiarare a inizio lavori il contingentamento dei tempi e non interrompere la mia esposizione, che non aveva nessuna finalità ostruzionistica, ma atteneva all’esposizione del contenuto delle mie proposte, dei limiti costituzionali e dell’ambito della legislazione nazionale. Lo dimostra la stessa convocazione, con contestuale sospensione della seduta di commissione, dell’Ufficio di presidenza, solo organo deputato a decidere tempi e modalità dei lavori in commissione. L’atteggiamento del Presidente Monti mi lascia molto amareggiato perché trovo che limitare la libertà di espressione dei Consiglieri, senza averlo previamente concordato, sia molto pericoloso per le istituzioni. O, forse, mi sono semplicemente illuso dell’utilità dell’istituzione regionale. Per tale motivo ho rassegnato le dimissioni da componente della commissione sanità di Regione Lombardia»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Ottobre 2021
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