Ciclabile della Valganna: il nuovo tratto termina pericolosamente sulla statale
Quasi ultimati i lavori che hanno permesso di collegare il Laghetto Fonteviva alla preesistente ciclabile che però al momento finisce direttamente, e senza cartelli di allerta, sulla ss233
Sono mesi che procedono i lavori sul nuovo tratto di pista ciclopedonale della Valganna, un progetto ricompreso nella più ampia idea di una rete di piste ciclopedonali che in una visione lungimirante andranno a congiungere Luino e Ponte Tresa alla Valganna e, da qui, alla Valceresio e a Varese. Chilometri e chilometri immersi nel verde che rederanno fruibile e più accessibile il nostro patrimonio boschivo a turisti e cittadini.
Già nella primavera del 2020 il Parco del Campo dei Fiori aveva chiarito che per il tratto di sua competenza non ci sarebbe stato il fondo in asfalto. A distanza di mesi siamo andati a fare un sopralluogo per vedere lo stato di avanzamento dei lavori. Abbiamo così percorso i 5 km che congiungono la Badia di San Gemolo (località Ganna) al Laghetto Fonteviva, nel Comune di Induno Olona.
Tutto il primo tratto fino alla fonte del San Gemolo e per un ulteriori km a seguire è costituito dalla preesistente pista ciclopedonale, che per alcuni punti coincide con la seconda tappa della Via Francisca del Lucomagno e con il Sentiero N 15 del Parco Campo dei Fiori. Qui il fondo è composto da materiali locali molto ben battuti e, a parte il primo km che presenta anche qualche sasso, è facilmente percorribile anche da biciclette “da città”.
Il tratto costruito ex novo è quello finale, che ha connesso la preesistente ciclabile del Parco con il Laghetto Fonteviva. Qui, per attraversare in sicurezza la statale, è stato realizzato un apposito sottopassaggio. Uscendo dal territorio del Parco il fondo diventa in asfalto fino al laghetto.
Ciò che lascia un po’ perplessi al momento è però il tratto finale del tracciato: al nostro ultimo sopralluogo (dicembre 2020) la pista ciclopedonale terminava su un prato e vi era attorno un cantiere. Oggi è stato sì ultimato il percorso, che però porta direttamente sulla statale 233 della Valganna, senza alcun cartello che indichi la fine della ciclabile o la pericolosità dell’attraversamento. Nel mentre abbiamo contattato gli uffici della Provincia di Varese, capofila del progetto, per segnalare loro la situazione. Seguiranno aggiornamenti appena avremo il loro riscontro.
Certo è grandiosa l’idea di congiungersi direttamente a Varese dalla Valle Olona e, da lì, anche alla ciclabile della Valceresio. Ma quel tratto è tutto fuorché semplice da realizzare in sicurezza e la presenza delle rocce e dei rilievi restringe molto le possibilità di trovare una soluzione sicura da percorrere e non troppo impegnativa in termini di dislivello. Ad oggi quindi non c’è un progetto per arrivare a Varese perché manca la soluzione per “scavalcare” il tratto delle Grotte della Valganna. E intanto la ciclabile si tuffa perpendicolarmente nella statale.
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Ciclisti e turismo siamo d’accordo devono avere la loro importanza, ma.. perche’ non spendere denaro pubblico per ovviare all’attraversamento automobilistico di Ganna. Sara’ un secolo che e’ cosi e c’e’ sempre da sperare che non si incrocino due bilici di grosse dimensioni. Di sicuro gli utenti sono piu’ numerosi dei ciclisti e non in secondo piano la sicurezza degli abitanti della frazione.