Milano e Roma, due piazze distinte per la pace
Associazionismo cattolico e sindacale, bandiere della pace nella capitale a San Giovanni. Terzo polo invece all’Arco della pace nel capoluogo lombardo: una giornata per dire no alla guerra nelle due città che si parlano “a distanza”
Società civile in piazza per dire non alla guerra e sì alla pace. Due piazze però distinte per la grande mobilitazione che ha visto per le strade di Milano una connotazione politica legata al Terzo Polo (Calenda) mentre a Roma ha sfilato l’associazionismo laico e cattolico, Acli e Arci, i sindacati, la Rete per il Disarmo, con le adesioni di Pd, M5s e l’Alleanza Verdi Sinistra Italia. La richiesta dei manifestanti è un cessate il fuoco immediato per il conflitto in Ucraina che prosegue ininterrotto oramai dalla fine di febbraio 2022. Ma le sensibilità delle due piazze sembrano essere ben distinte e diverse.
ROMA
A Roma il corteo è partito da piazza della Repubblica con una bandiera della pace lunga 50 metri su iniziativa del Comitato per la Marcia Perugia Assisi, tra i promotori della manifestazione Europe for Peace.
«L’Italia, l’Unione Europea e gli stati membri, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco». Si legge nella nota degli organizzatori. «Chiediamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite di convocare urgentemente una Conferenza Internazionale per la pace, per ristabilire il rispetto del diritto internazionale – proseguono gli organizzatori della manifestazione – per garantire la sicurezza reciproca e impegnare tutti gli Stati ad eliminare le armi nucleari, ridurre la spesa militare in favore di investimenti per combattere le povertà e di finanziamenti per l’economia disarmata, per la transizione ecologica, per il lavoro dignitoso». Sempre nella piazza romana Giuseppe Conte ha ribadito la sua contrarietà all’invio di armi in Ucraina: «Per quanto riguarda lʼinvio delle armi allʼUcraina, il ministro Crosetto ha detto che sta preparando un sesto invio, bene noi gli diciamo, visto che è stata votata in Parlamento una risoluzione che impone di avere un confronto, non si azzardi questo governo a fare un ulteriore invio di armi senza venire a confrontarsi in Parlamento».
MILANO
La risposta gli arriva da Milano dove il via alla manifestazione è stato dato alle 16 all’Arco della Pace. «In piazza per sostenere il popolo ucraino e la sua resistenza – fanno sapere gli organizzatori – per ribadire che la pace non può essere la resa, perché non c’è pace senza libertà. E la libertà va difesa, senza arrendersi». Previsto un collegamento in diretta con il sindaco di Leopoli, Andrij Ivanovyc Sadovyj. Nel capoluogo lombardo in piazza i politici del terzo polo: Carlo Calenda, Matteo Renzi, Pier Ferdinando Casini, Letizia Moratti. A pochi minuti dall’inizio della manifestazione, non tardano ad arrivare le risposte a distanza dalle dichiarazioni fuoriuscite dalla piazza romana. «La scelta di Calenda di convocarci è stata una buona idea: dobbiamo puntare ad una pace giusta. Bisogna riconoscere che c’è un invasore e un paese in pace», ha specificato Matteo Renzi. «Chi chiede di disarmare l’Ucraina chiede la resa dell’Ucraina. Noi chiediamo la pace, ma non mandare armi all’Ucraina vuol dire chiedere la resa. Che la Sinistra se lo sia dimenticato è triste perché si è dimenticata della libertà, e la libertà è sempre sinonimo di pace», ha detto Carlo Calenda.
Dunque due piazze, quelle di Roma e Milano, che manifestano con due atteggiamenti diversi circa la strada da seguire per arrivare alla pace.
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