Quando preoccuparsi per i sintomi dell’ansia

L’ansia è la malattia attuale. C’è un numero crescente di soggetti che sviluppano, fin da giovanissimi, addirittura in adolescenza, tale disturbo. Una patologia che sviluppa tante altre malattie, anche gravi. Purtroppo c’è poi chi tende a minimizzare, chiudendosi in sé stessi o continuando a far finta di nulla

Generico 2018

L’ansia è la malattia attuale. C’è un numero crescente di soggetti che sviluppano, fin da giovanissimi, addirittura in adolescenza, tale disturbo. Una patologia che sviluppa tante altre malattie, anche gravi. Purtroppo c’è poi chi tende a minimizzare, chiudendosi in sé stessi o continuando a far finta di nulla.

Il nostro cervello non lo possiamo ingannare con un comportamento di “non ho nulla” oppure “ora passa”. Inneschiamo tutti i sintomi e i malesseri che portano l’ansia a crescere a diventare: Ansia centralizzata.

Le persone ansiose iniziano a rendersi conto da soli di questo problema quando ormai è troppo tardi oppure danno la colpa di malesseri ad altri problemi di salute che, paradossalmente, sono stati creati dall’ansia. Di solito c’è una presa di coscienza quando ormai è palese che la situazione non è più controllabile. Le persone che decidono di curare l’ansia oppure si rendono conto di avere tale problema, vengono avvertire da chi li osserva come il medico di famiglia.

SINTOMI ANSIA, QUANDO PREOCCUPARSI

Farsi prendere da una leggera tachicardia quando si arriva tardi ad un colloquio di lavoro è un’ansia “normale”. Tutti possiamo avere delle situazioni che innescano un pochino di ansia. Però quando iniziamo a tremare perché si sta facendo tardi, la notte prima non abbiamo dormito oppure c’è stato un attacco di panico, allora non è più un’ansia normale.

La centralizzazione dei sintomi consente di valutare la gravità della patologia. Molte persone non sono a conoscenza degli attacchi di panico, ma li vivono e vivono male. Questi si presentano in diversi modi. Respiro affannato o mancanza di respirazione, come un’apnea incontrollabile. Tachicardia, svenimenti e dolore al petto. Sensazione di disorientamento. Sudore freddo alternato a vampate di calore seguito da tachicardia incontrollata. Sdoppiamento della vista o vista alternata in cui gli oggetti sembrano muoversi, ingrandirsi o rimpicciolirsi.

Questi sono alcune tipologie di attacco di panico che indicano uno stato gravissimo di ansia. Essi capitano sia di giorno, ma i peggiori sono quelli notturni preceduti da “panico notturno”.

Tra gli altri sintomi ritroviamo: preoccupazione eccessiva per ogni situazione che si presenta davanti, perfino su come apparecchiare la tavola. Insonnia, nervosismo e irritabilità. Spavento facile con tachicardia. Mente vuota, stanchezza, vertigini oppure crampi dolorosi allo stomaco.

Quali malattie provoca l’ansia?

L’ansia non è mai sola! Questa è una delle poche patologie che sviluppa tante altre malattie come quelle neurologiche. Secondo alcuni studi lo stress giornaliero e lo sviluppo della patologia ansiolitica porta a attacchi di epilessia e forti emicranie. Si ha una maggiore tendenza a sviluppare il morbo di Parkinson e addirittura tumori celebrali.

Il cuore è quello che ci rimette di più. Essendo una sensazione constante di pericolo, l’ansia sviluppa scompensi cardiaci, emboli e trombosi alle vene. Le continue aritmie sfalsano i movimenti delle valvole cardiache provocando collassi, stati sincopali oppure fibrillazione atriale. Quest’ultima è un ritmo del cuore che è irregolare e che provoca svenimenti oppure infarti.

Tutto questo deve spingere un soggetto affetto da ansia, perfino se non grave, ma cronica, a curarsi. Se avvertite che i sintomi sono continui, cioè avete stati di ansia più giorni a settimana, per un paio di mesi continuativi, rivolgetevi al medico.

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Pubblicato il 08 Ottobre 2023
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