A Gallarate ci sono sempre meno edicole, chiude anche quella di Carlo Noè

Venerdì sera si è abbassata per l'ultima volta la serranda. La diminuzione è in linea a livello nazionale

gallarate generico

Gallarate è sempre più povera di edicole: il 2 febbraio è l’ultimo giorno dell’edicola sulla Carlo Noè, al confine tra il centro e la collina dei Ronchi, zona di alti palazzi.

«Il chiosco esiste da più di vent’anni, io sono il terzo gestore» dice Oksana Medvid, che garantiva il servizio con la collaborazione del compagno. Via Carlo Noè è un asse di transito, davanti all’edicola c’è un microparcheggio per i clienti di passaggio. Ma la signora Oksana in questa ultima sera pensa ad altro tipo di clientela: «Mi dispiace molto soprattutto per i pensionati che abitano qui intorno, quelli che non hanno la macchina e non possono spostarsi. Noi avremmo voluto andare avanti con più servizi, volevamo aggiungere un bar ma il Comune ha detto che qui si può fare solo edicola».

Anche questo punto vendita ha cercato di ampliare facendo da punto di consegna per i corrieri, come fanno sempre più edicole. Ma non è bastato. «È impegnativo, se non rende non faccio i sacrifici per niente» conclude Oksana. Il chiosco in sé viene venduto, «ma chi lo compra ha detto che come edicola non interessa». Si vedrà dunque che funzione troverà.

Una edicola per quartiere (tranne uno)

La chiusura priva di un riferimento la zona del centro verso la collina, dove da sabato 3 febbraio ci sarà solo la limitata offerta dei supermercati.
In centro città rimane l’edicola in piazza San Lorenzo, mentre ha avuto alcune difficoltà recenti (con servizio parziale) il chiosco di via Magenta, sempre ai margini del centro cittadino.

Mentre nell’area pedonale i giornali si trovano ormai solo alla libreria Carù e al bar di piazzetta Ponti, come prodotti collaterali rispetto all’attività principale (nel centro storico non ci sono neppure punti di grande distribuzione).

Al di fuori del centro rimane comunque almeno un punto edicola per ogni quartiere, con una sola eccezione.

Ai Ronchi c’è la storica edicola nei palazzi di via Sciesa, asse centrale del quartiere, in una zona dove si concentrano anche alcuni bar e servizi. Ad Arnate c’è il chiosco di via Torino, a Cajello c’è un’edicola sulla via Varese e una nel grande complesso delle Azalee (che è quasi un quartiere a sé stante), a Cedrate c’è il chiosco di piazza Timavo, a Madonna in Campagna c’è il punto vendita di fianco al santuario. A Cascinetta in via Verbano da più di 60 anni c’è l’edicola che da 25 anni è gestita da Pierluca Maraggia.

Al di fuori di Cajello-Azalee l’unico quartiere con due edicole è Crenna, con il punto vendita accanto alla piazza e quello più in basso vicino alle scuole elementari e all’asilo.

L’unico quartiere completamente privo di un punto vendita di giornali, dal 2022, è Sciarè, orfano della cartoleria-edicola e anche di quella della stazione Fs, chiusa da tempo (anche un successivo bando per gli spazi è andato deserto).

Una crisi in tutta Italia

La crisi progressiva delle edicole è un dato ormai acquisito, figlio della progressiva digitalizzazone dell’informazione ma anche della liberalizzazione.

Se in parte le edicole avevano avuto un parziale revival durante i mesi di pandemia, quando vennero considerate servizi essenziali e si rivelarono preziose anche per altri prodotti (ad esempio i giochi per bambini), il confronto tra 2019 e 2023 mostra una diminuzione drastica in tutta Italia: sono andati perduti 2667 punti vendita di giornali.

La Lombardia, con la perdita di 430 edicole è la Regione dove la crisi è stata maggiore, in termini assoluti. Una rappresentazione della crisi irreversibile è la progressiva demolizione dei chioschi, sempre più frequente, in mancanza di nuovi gestori.

In provincia di Varese in quattro anni -20%

La provincia di Varese in quattro anni ha perso 42 punti vendita, con una contrazione del 20,4%, un dato in linea con molte province di medie dimensioni del Nord Italia.

Curiosità: le uniche province in Italia a non perdere edicole sono Bolzano, Sondrio e Oristano. Nella provincia sarda il numero di edicole è rimasto uguale (51), mentre nelle due città del Nord addirittura il numero è aumentato di una unità (sono oggi 41 in entrambe le province).

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

Pubblicato il 02 Febbraio 2024
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