Tra il dire e il fare c’è di mezzo un disco

I ragazzi dell'Hockey Varese da due anni in campo stanno dando una dimostrazione di grinta, voglia di vincere, ma soprattutto di divertirsi e far divertire. Fuori dal campo non si può che ringraziare i tanti protagonisti di questo piccolo, grande miracolo

Hockey: la partita

Gli appassionati della Pallacanestro Varese potrebbero storcere la bocca, ma era dai tempi della stella dei Roosters che non si vedeva un clima così positivo intorno a un team sportivo. Sono passati venticinque anni da quella squadra a forte trazione varesina con l’estro di Gianmarco Pozzecco e Andrea Meneghin, allenata da Charlie Recalcati e con Edo Bulgheroni alla guida della società che aveva scelto un nome di vera fantasia messo in campo da professionisti della comunicazione come Caterina Carletti e Andrea Odobez. Era una intera città che tifava per quei ragazzi. Un clima contagioso alimentato da tanti imprenditori che avevano investito nello sport più amato.

Da due anni con i Mastini assistiamo a un altro piccolo miracolo. La combinazione di una amministrazione comunale che ha fortemente voluto un nuovo impianto del ghiaccio, di un’azienda come Acinque che ci ha investito da subito, di un presidente che ha scommesso sull’hockey come sport popolare, di una società di comunicazione giovane e pimpante come Yop, è stata vincente.

Come 25 anni fa, una iniezione di energia è arrivata dal sistema delle imprese e della comunicazione. Tutti intorno alla squadra per portare valore, ma nello stesso tempo riceverne. Un gruppo di soggetti che ha messo al centro della propria azione la passione non solo per lo sport, ma per le proprie attività che guardano al futuro consapevoli che occorre fare qualcosa di concreto per vivere e far vivere meglio le persone. La sostenibilità diventa così un fattore comune e non è per nulla scontata questa scelta.

C’è un abisso tra quel clima di sfiducia e continua polemica che spesso serpeggia in diversi ambienti e la voglia di fare, di mettersi in gioco e crederci. Lo sport di squadra ha questo elemento in più rispetto alle discipline individuali. Il rapporto tra il campo e ciò che c’è fuori è un continuo travaso di energie. Le motivazioni per sostenere i Mastini possono essere le più disparate, ma poi ci si incontra, si assiste alle partite, si sta uno vicino all’altro, ci si scambia battute. In poche parole, si costruiscono relazioni. Ed è grazie a queste che un territorio cresce. È grazie a una buona informazione, a bella comunicazione, alla voglia di mettersi insieme e a tanto spirito positivo. 

I ragazzi in campo da due anni stanno dando una dimostrazione di grinta, voglia di vincere, ma soprattutto di divertirsi e far divertire. Fuori dal campo non si può che ringraziare i tanti protagonisti di questo piccolo, grande miracolo.

 

Marco Giovannelli
marco@varesenews.it

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Pubblicato il 27 Febbraio 2024
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