Trenta tonnellate di hashish e marijuana in quattro anni. Il maxi traffico di droga dalla Spagna passava da Castellanza
Nell'ottobre dello scorso anno erano scattate le manette per 58 persone e sequestrati 129 milioni di euro. La Dda aveva ricostruito un traffico tra la Spagna e alcuni capannoni tra Parabiago, Cardano al Campo, Casorezzo e Garbagnate

La Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha chiuso le indagini e formalizzato le accuse contro un’associazione criminale transnazionale, operante principalmente nelle province di Milano e Varese, con ramificazioni in Spagna e Marocco.
La rete, composta secondo l’accusa da 86 persone per le quali il pm intende chiedere il rinvio a giudizio, è stata promossa e diretta dai fratelli Pellegrino (Tommaso Fabrizio ed Enzo) e Nikolin Gjetja, residente a Castellanza, latitante e difeso dall’avvocato Amedeo Rizza . Tommaso Fabrizio, detenuto fino all’ottobre 2019, ha organizzato l’associazione con l’aiuto del fratello Sebastiano durante la sua detenzione. La leadership dell’associazione è rimasta stabile fino al dicembre 2021, momento in cui il sequestro di un carico di droga a Quattordio ha segnato l’inizio di una separazione tra i fratelli Pellegrino e Gjetja. A ottobre del 2023, inoltre, erano scattate le manette per 58 persone e il sequestro di 129 milioni di euro.
Le Accuse
L’associazione è accusata di aver orchestrato un vasto traffico di stupefacenti, importando, vendendo, cedendo, distribuendo, commerciando, acquistando, trasportando e detenendo illegalmente tonnellate di hashish e marijuana. L’attività criminale si è sviluppata con una distribuzione ben definita di compiti e ruoli, coinvolgendo innumerevoli partecipanti in Italia, Spagna, Marocco e altre parti del mondo.
L’organizzazione del traffico
Il traffico di droga avveniva principalmente attraverso spedizioni sistematiche dall’Europa, in particolare dalla Spagna, verso l’Italia. I carichi venivano trasportati utilizzando furgoni, autoarticolati con doppifondi, e natanti trainati su carrelli. Gli importatori utilizzavano sofisticate tecniche per evitare intercettazioni, incluse comunicazioni criptate tramite sistemi come EncroChat, SKY ECC, BCr, Google Pixel e Signal, oltre a strumenti per rilevare microspie.
Rottura dell’Accordo
Nel dicembre 2021, l’organizzazione ha subito una significativa frattura interna, portando Tommaso Fabrizio e Enzo Pellegrino a operare separatamente da Nikolin Gjetja. I fratelli Pellegrino hanno continuato le loro operazioni con nuovi canali di approvvigionamento e differenti modalità di trasporto, includendo nuovi collaboratori attivi in Italia, Spagna e Marocco. Gjetja, nel frattempo, ha stabilito la propria rete di traffico con luoghi di stoccaggio situati a Inveruno, Parabiago, Garbagnate, Casorezzo e nella zona di Varese a Cardano al Campo.
Risorse e Logistica
L’associazione criminale disponeva di ingenti risorse finanziarie, mezzi di trasporto specializzati e numerosi capannoni e depositi sia in Italia che in Spagna. Le operazioni erano supportate da una rete di “hawaladars” cinesi per il trasferimento di denaro, e i partecipanti ricevevano supporto economico anche durante la detenzione.
In conclusione, le accuse della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano delineano un quadro complesso e ben organizzato di un’associazione criminale transnazionale dedita al traffico di stupefacenti, con una struttura flessibile e adattabile alle circostanze operative.
Gli Organizzatori e i Capi
Tommaso Fabrizio Pellegrino e Enzo Pellegrino sono indicati come i leader dell’organizzazione, affiancati da Nikolin Gjetja. I tre sono accusati di aver promosso, finanziato e diretto le attività criminali. Tommaso Fabrizio, noto con il nickname SKY ECC Roma3, ha gestito tutte le fasi dell’acquisto di droga in Spagna, il trasporto in Italia e la distribuzione. Utilizzando vari mezzi, tra cui autoarticolati con doppiofondo, furgoni e autovetture, ha orchestrato l’importazione di almeno trenta tonnellate di stupefacenti dal 2019.
Metodi di Trasporto e Stoccaggio
L’organizzazione utilizzava metodi sofisticati per trasportare la droga. I carichi provenivano principalmente dalla Spagna e dal Marocco, spesso nascosti in autoarticolati con doppiofondo o all’interno di imbarcazioni trainate su carrelli. Una volta giunti in Italia, i carichi venivano stoccati in vari punti strategici:
Le Quantità di Droga Coinvolte
Le operazioni dell’organizzazione hanno coinvolto quantità impressionanti di droga. Secondo le indagini, sono state importate e distribuite non meno di trenta tonnellate di marijuana e hashish. Questi stupefacenti venivano acquistati da fornitori in Spagna e Marocco, con transazioni finanziarie gestite tramite sistemi complessi come “hawala” e trasferimenti fisici di denaro.
Le Comunicazioni Criptate
Per coordinare le loro operazioni, i membri dell’associazione utilizzavano dispositivi criptati come SKY ECC, BCr, Google Pixel e Signal. Questi strumenti garantivano comunicazioni sicure, rendendo difficile per le autorità intercettare e decifrare i messaggi relativi ai traffici illeciti.
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