Moschea di Sesto Calende: il prefetto approva in via definitiva la variante del pgt
Nominato "commissario ad acta" dopo le inadempienze del Comune, Salvatore Pasquariello conferma la scelta di individuazione fatta a febbraio: il luogo di culto islamico sorgerà in Via dell'Artigianato, in piena zona industriale

Con la delibera firmata martedì 2 luglio dal prefetto di Varese Salvatore Pasquariello a Sesto Calende prosegue l’iter per la realizzazione di un luogo per il culto islamico in via dell’Artigianato. Il prefetto ha infatti adottato l’approvazione definitiva della variante del pgt, il piano regolatore del territorio.
In città la costruzione di una moschea è un argomento di cui si parla da ormai più di dieci anni a causa di un contenzioso legale tra l’Associazione Islamica Ticinese e le precedenti amministrazioni comunali passato attraverso diversi gradi di giudizio, tutti favorevoli ai fedeli mussulmani, che oggi si ritrovano a pregare dall’altra parte del fiume, a Castelletto Ticino. Nel 2021 la parola “fine”, almeno da punto di vista legale e politico, sembrava essere dettata dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato. Tuttavia l’inadempienza da parte dell’amministrazione guidata fino a maggio da Giovanni Buzzi, chiamato dalla legge a individuare un luogo idoneo sul territorio comunale per i 319 fedeli iscritti all’associazione religiosa, ha portato a febbraio all’insediamento del prefetto come commissario ad acta, ovvero la persona scelta dal Tar in sostituzione del consiglio comunale e dotata degli stessi poteri dell’organo cittadino sulla questione. Nel corso della campagna elettorale di maggio-giugno il commissariamento è stato definito dall’oggi sindaco Elisabetta Giordani – in discontinuità con Buzzi – come «un’umiliazione, il risultato degli errori di chi […] ha gestito il piano di governo del territorio non secondo la legge, ma secondo un’ideologia politica».
A onor di cronaca, nel giugno 2023 Buzzi portò in consiglio comunale una proposta di individuazione nella zona industriale de La Quadra, area in via dell’Artigianato (rione Mulini) adottata oggi in via definitiva dal prefetto dopo il respingimento di tre osservazioni – di natura molto diverse tra di loro – protocollate in ordine cronologico dall’ex sindaco e poi consigliere di minoranza di Insieme per Sesto Roberto Caielli, dall’allora primo cittadino Giovanni Buzzi e dal presidente dell’Associazione Islamica Ticinese Mohamed El Mastaoui.
Nell’estate di un anno fa in consiglio comunale la maggioranza de La Lega della Libertà guidata da Buzzi – da sempre contraria all’idea di una moschea a Sesto Calende – votò infatti contro la localizzazione proposta dal suo stesso sindaco, bloccando il processo per la realizzazione della moschea. L’edificio di carattere religioso, va sottolineato, sarà costruito con fondi a carico dell’associazione e non del Comune, a cui è comunque spettato nel corso degli ultimi 11 anni l’esborso di circa 100mila euro di spese legali. «Soldi spesi sempre a favore dei cittadini» era stato detto in più occasioni da Buzzi e dal suo predecessore Marco Colombo.
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