Olimpiadi e paralimpiadi in contemporanea: l’idea di Roberto Caronno spiegata in un libro
Il medico, primario di chirurgia del sant'Anna, ha trasforato in un libro la tesi della sua seconda laurea in Scienze e Tecniche dello Sport dove spiega la sua idea di vera inclusività

“All-ympic Games. Olimpiadi invernali 2026: un’opportunità di sport inclusivo”. Questo il titolo del nuovissimo libro di Roberto Caronno, primario di Chirurgia Generale indirizzo Toraco-Vascolare all’Ospedale Sant’Anna di Como, ma anche maratoneta e grande amante dello sport, formatore della Formazione Olimpica del CONI e Vice Presidente Panathlon Club Varese.
E proprio la passione sportiva ha portato l’autore, a conseguire pochi anni fa una seconda Laurea Magistrale, quella in Scienze e Tecniche dello Sport, specializzandosi e approfondendo il tema della pratica sportiva legata al mondo della disabilità. Dalla sua tesi di laurea, è scaturito un libro interessante e propositivo, su come le Olimpiadi potrebbero rappresentare un’importante opportunità per favorire l’inclusione nella disabilità sportiva.
«L’idea alla base è semplice e di buon senso – spiega Caronno – e si evince già dal titolo del libro: All-ympic Games. La parola All, che tradotto in italiano significa “tutto”, esprime proprio il progetto che spiego nel mio libro: unire nello stesso arco temporale tutte le competizioni olimpiche e paralimpiche, non solo per realizzare l’inclusione degli atleti che gareggiano con disabilità che si troverebbero a condividere tutti insieme il medesimo Villaggio Olimpico, ma anche per garantire alle loro performances la stessa visibilità di quelle olimpiche. In altre parole, alternando una gara olimpica ad una paralimpica, la probabilità che l’audience del pubblico rimanga invariata è certamente maggiore rispetto a quella di svolgere le Paralimpiadi in un secondo momento, a distanza di settimane dalle prime. Il tutto, calcoli alla mano, sarebbe fattibile a costi invariati, ma fornirebbe agli atleti paralimpici più possibilità di sponsorship e quindi di aiuti economici».
«Il libro – conclude l’autore – non ha certo l’ambizione risolvere le problematiche dell’inclusività, ma semplicemente di proporre nuove e moderne prospettive di inclusione verso l’abbattimento di quel muro che si chiama “pre-giudizio. Lo sport rappresenta una leva importante e le Olimpiadi possono fornire una grande opportunità”.
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