Il presidio di via Curtatone non molla: “Rimarremo a difendere il bosco”. Domenica la manifestazione
Gli attivisti ribadiscono l'intenzione di continuare a presidiare il bosco e di non condividere in ogni caso la ripresa del taglio del bosco. Il 15 settembre la "marcia" dalla stazione a via Curtatone

«Rimarremo a difendere il bosco. E rimarremo disponibili sempre al dialogo, con le persone e le istituzioni». Lo dicono quelli del presidio del bosco di via Curtatone a Gallarate, al centro da quasi un mese e mezzo di una mobilitazione cresciuta man mano.
La precisazione arriva alla vigilia della manifestazione convocata per domenica 15 settembre. Una precisazione che dà una versione parzialmente divergente dalla ricostruzione della Prefettura e dal sindaco di Gallarate Andrea Cassani negli ultimi giorni. Perché appunto il presidio di voler andare avanti nella mobilitazione: attendono gli esiti del “monitoraggio” (analisi faunistica) annunciato ma tengono l’obiettivo di rivedere il progetto o, quantomeno, di fermare il taglio fino al 15 ottobre.
«Non è mai stato condiviso che, verificatane la presenza, a prescindere dagli esiti della ricerca degli esperti faunistici, si sarebbero ripresi i lavori entro 15 giorni» dicono gli attivisti.
Di seguito la nota, che è firmata collettivamente da “il presidio di via Curtatone Gallarate”.
“Quando vedi qualcuno su un albero per cercare di proteggerlo, capisci che la società ha fallito ad ogni livello. I consumatori hanno fallito, le imprese hanno fallito e il governo ha fallito. Tutto ha fallito così la gente sale sugli alberi” (Julia Hill)
Nell’incontro con il Prefetto dello scorso 9 settembre sono avvenuti dei fraintendimenti che ci preme chiarire.
Intanto sottolineiamo che abbiamo partecipato a quel confronto, invitati dal Prefetto, perché riteniamo apprezzabile ogni tentativo di dialogo, a fronte di una amministrazione indisponibile al confronto e che risponde al presidio e ad oltre 8.000 firme con il dito medio.Nel merito:
all’incontro non è stata condivisa la proposta conclusiva. È stato invece detto che ci sarebbe stato un confronto con tutti i e le partecipanti al presidio per una sua valutazione. Riteniamo infatti fondamentali questi passaggi partecipativi e democratici, visto anche la presenza di un numero sempre maggiore di persone non riconducibili ai gruppi originari che si sono occupati nel tempo del progetto. Noi che chiediamo partecipazione e democrazia, proviamo a praticarla a partire proprio da noi stessi.Grazie alla mediazione del prefetto e alla lotta instancabile in difesa del bosco, è stato accettato di procedere con un’analisi faunistica per certificare l’esistenza della fauna selvatica nel bosco. Un’esistenza che già abbiamo provato con foto e video di numerosi ricci e altri uccelli e mammiferi. Non è mai stato condiviso che, verificatane la presenza, a prescindere dagli esiti della ricerca degli esperti faunistici, si sarebbero ripresi i lavori entro 15 giorni. Che senso avrebbe valutare la presenza di fauna selvatica protetta da leggi nazionali e direttive europee, se a priori si è deciso che, comunque vada, quegli animali dovranno morire sotto gli alberi abbattuti?
Il Prefetto ha precisato che quel tavolo non poteva affrontare il tema delle eventuali modifiche al progetto. Non ha detto che è immodificabile, ma che non è sua competenza. Abbiamo preso atto.
Il Sindaco ha però chiarito nella Commissione Lavori Pubblici di mercoledì 11 settembre che non c’è alcuna volontà di rivalutare il progetto, fosse anche per riconfermarlo. Anche il percorso partecipativo nei quartieri previsto dallo stesso progetto verrà (forse) attivato a lavori iniziati, con già tutto deciso. È questa la partecipazione? Non è forse un prendere in giro i cittadini, allontanandoli ulteriormente dalle Istituzioni? Perché quella parte di progetto può essere trascurata?
E non troviamo la scusa del tempo! Il rispetto del cronoprogramma è già stato ampiamente disatteso ben prima dell’inizio della difesa del bosco, per ritardi tutti imputabili al comune. La giunta chiederà i danni anche al Sindaco?Al Prefetto abbiamo chiesto non più tempo per scendere dagli alberi e abbandonare il presidio permanente, ma per valutare insieme con lucidità le proposte fatte, parzialmente ma significativamente diverse da quelle esplicitate per iscritto in seguito. Anche in vista della manifestazione di domenica 15 settembre, che sarà gioiosa e pacifica a dispetto dei tentativi di alzare la tensione, di dividerci in buoni e cattivi, di suscitare reazioni alle provocazioni e ingiustizie subite.
Noi rimarremo a difendere il bosco. E rimarremo disponibili sempre al dialogo, con le persone e le Istituzioni.Non abbiamo impegnato il nostro tempo libero, mantenendo con fatica gli impegni di lavoro, di studio e di cura, per gioco o per ricerca di visibilità. Lo abbiamo fatto e lo faremo in difesa del bosco, degli animali che lo abitano, degli abitanti dei quartieri e della salute dei bambini, del loro diritto a crescere in un luogo salubre e protetto dall’inquinamento acustico e atmosferico che l’ubicazione del polo scolastico dovrebbe garantire.
Il bosco non si arrende. Vi aspettiamo alla manifestazione di domenica 15 settembre.Il presidio di via Curtatone Gallarate
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