Giornata Nazionale del Tumore al Seno Metastatico, la professoressa Rovera: “Le donne non sono sole”
Negli ultimi anni, i progressi scientifici hanno permesso un netto miglioramento nelle terapie, soprattutto grazie a farmaci mirati contro le caratteristiche specifiche delle cellule tumorali

Oggi, 13 ottobre, si celebra la Giornata Nazionale di sensibilizzazione sul Tumore al Seno Metastatico, una patologia che colpisce migliaia di donne in Italia. In occasione di questa giornata, la professoressa Francesca Rovera, responsabile della Breast Unit dell’ASST Sette Laghi, ha condiviso il suo prezioso contributo.
“È un piacere poter portare un messaggio in occasione della Giornata Nazionale del Tumore al Seno Metastatico,” esordisce la professoressa Rovera. “Le pazienti che affrontano questa malattia sono seguite a 360 gradi dalla nostra breast unit, un team multidisciplinare che lavora insieme per offrire le migliori cure. Circa il 7% dei tumori mammari sono metastatici fin dall’esordio, il che significa che la malattia non è limitata alla mammella, ma si è già diffusa in altre aree del corpo”
Negli ultimi anni, i progressi scientifici hanno permesso un netto miglioramento nelle terapie, soprattutto grazie a farmaci mirati contro le caratteristiche specifiche delle cellule tumorali. “Una volta, questa condizione non offriva speranze di guarigione, ma oggi, grazie alle terapie personalizzate, abbiamo ottenuto risultati che migliorano non solo la durata di vita, ma anche la sua qualità,” aggiunge la professoressa Rovera.
“Prendere in carico una paziente metastatica, vuol dire offrire a questa paziente un percorso di accompagnamento con un team multidisciplinare in cui ciascun medico, con le proprie competenze, riesce ad offrire la migliore cura per rallentare, bloccare questa malattia. La conoscenza, soprattutto dal punto di vista genomico, ci ha permesso di avere tante informazioni sulle cellule tumorali. La personalizzazione della cura, soprattutto in questa quota di donne che hanno una malattia metastatica, è estremamente importante. Vuol dire non utilizzare dei farmaci generici, delle chemioterapie generiche, ma vuol dire utilizzare dei farmaci che vanno elettivamente contro queste cellule tumorali, a cui si associano poi le target therapy, cioè le terapie mirate, la immunoterapia, cioè tutte quelle terapie che soprattutto in questi ultimi anni hanno permesso di dare tanta speranza a queste donne”.
“Dobbiamo continuare a lottare per loro, offrendo il miglior supporto possibile,” conclude la professoressa.
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