Continua a Busto Arsizio il pasticcio attorno all’assessore Sabba. Ora c’è anche la mozione di sfiducia
La questione dell'incompatibilità non dichiarata da Matteo Sabba quando era consigliere continua ad agitare la politica bustocca. Ora arriva la firma di Emanuele Fiore per la mozione di sfiducia

Alla fine è arrivata anche la firma dell’ultimo consigliere comunale di opposizione che mancava per raggiungere il numero necessario a presentare la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore alla Sicurezza e Commercio Matteo Sabba.
Un pasticcio, quello che si è creato anche con la complicità involontaria dello stesso sindaco e della sua maggioranza, nel quale ogni toppa sembra essere peggio del buco. L’ultima è stata quella di proporre la modifica al regolamento del consiglio comunale sul voto in caso di mozione di sfiducia con l’obiettivo di renderlo da segreto a palese.
La decisione di Fiore, che fino a questo momento aveva temporeggiato, è arrivata proprio dopo che il sindaco Emanuele Antonelli ha ufficializzato la richiesta di modificare il regolamento in tema di mozioni di sfiducia nei confronti di assessori e presidenti del consiglio. Secondo la proposta di modifica che verrà votata il prossimo 16 gennaio si dovrebbe passare dalla votazione a scrutinio segreto alla votazione palese con appello nominale.
«Questa mossa mi ha spinto ad andare fino in fondo. Se il sindaco ha fatto questo passo è evidente che è convinto del fatto che più di uno dei suoi potrebbe votare a favore della sfiducia nei confronti di Sabba» – ha spiegato Fiore che ora si aspetta di vedere il testo nell’elenco del consiglio comunale di venerdì prossimo. «I tempi ci sono. Ora la scelta è nelle mani della presidente del Consiglio Laura Rogora» – ha aggiunto Fiore. Se verrà calendarizzata il 16 si voterà con lo scrutinio segreto.
La mozione di sfiducia promossa dal Partito Democratico, Progetto In Comune, Popolo Riforme e Libertà e Busto Al Centro aveva bisogno della nona firma per raggiungere un terzo dei consiglieri ed essere accolta. Il testo chiede la decadenza di Matteo Sabba da assessore in quanto non avrebbe comunicato la sua incompatibilità quando era consigliere comunale in quanto socio di una società che ha gestito da settembre 2018 a giugno 2024 il chiosco del parco comunale Comerio, dato in concessione da Agesp (società del Comune di Busto Arsizio al 99,9%).
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