I sindacati: Beko ritiri il piano chiusure e licenziamenti
Fiom, Fim e Uilm incalzano l'azienda sugli investimenti con la richiesta di un piano industriale che vada oltre la semplice strategia di vendita
La vertenza Beko approda nuovamente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). I sindacati ribadiscono la necessità di un piano industriale concreto per garantire la continuità produttiva e la tutela occupazionale.
Prima di entrare al ministero per il tavolo di confronto, la segretaria nazionale della Fiom Cgil e responsabile del settore elettrodomestico, Barbara Tibaldi, ha dichiarato: «Oggi l’azienda deve rinunciare all’apertura delle procedure di licenziamento e di chiusura e fare investimenti».
Un appello chiaro e diretto, rivolto alla proprietà affinché dimostri concretamente la volontà di rilanciare il settore. Parallelamente, Tibaldi ha sollecitato un intervento deciso da parte dell’esecutivo: «Il governo deve finalmente fare la sua parte, al netto delle minacce che fino ad ora non hanno avuto azioni conseguenti».
L’assenza di misure concrete ha infatti alimentato l’incertezza tra i lavoratori e i sindacati, che chiedono risposte immediate e azioni mirate per scongiurare la chiusura degli stabilimenti.
A supportare questa posizione è anche la Fim Cisl, che per voce del segretario nazionale Massimiliano Nobis ha evidenziato le lacune dell’ultimo incontro con l’azienda: «Abbiamo avuto un piano commerciale, ma non conteneva sostanzialmente investimenti e mantenimenti occupazionali». Per questo, la richiesta principale avanzata al tavolo negoziale è un piano industriale che vada oltre la semplice strategia di vendita, affrontando in modo strutturale la questione degli investimenti e della tenuta occupazionale.
Dello stesso avviso è Gianluca Ficco, segretario nazionale e responsabile del settore per la Uilm, che ha chiesto un passo indietro alla multinazionale: «Abbiamo un obiettivo chiaro: scongiurare le chiusure e i licenziamenti. In mancanza di questo obiettivo, chiederemo al governo di esercitare la golden power a qualsiasi costo».
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