Riconosciute la specificità dei valichi montani sopra i mille metri e la tutela dell’attività venatoria
Positivi i commenti di Fabrizio Cecchetti e Romana Dell'Erba sull'emendamento del Ddl Montagna che risponde alle incertezze legate alla sentenza del TAR
Con l’approvazione alla Camera dell’emendamento al Ddl Montagna, è stato introdotto l’articolo 14-bis che riconosce la specificità dei valichi montani sopra i 1.000 metri, tutelando l’attività venatoria in queste aree nel rispetto delle normative nazionali ed europee.
L’obiettivo è conciliare la salvaguardia dell’ambiente con la valorizzazione delle tradizioni locali, consentendo la prosecuzione della caccia secondo regole che saranno definite attraverso un decreto ministeriale, in accordo con le Regioni. Il provvedimento, fortemente sostenuto dalla Lega, è stato definito un risultato importante da Fabrizio Cecchetti, segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, che ha sottolineato come il partito abbia mantenuto un impegno chiaro verso i territori montani, rivendicando il lavoro svolto insieme all’onorevole Bruzzone e al Ministro Calderoli: «Le nostre montagne hanno bisogno di buonsenso e presenza attiva, non di divieti» ha dichiarato Cecchetti.
«Con l’approvazione di questo emendamento – dichiara il Consigliere di Fratelli d’Italia Romana Dell’Erba – abbiamo raggiunto un traguardo di fondamentale importanza, che garantisce chiarezza e continuità normativa per le nostre comunità montane e per il mondo venatorio. Questa norma risponde in maniera risolutiva alle incertezze generate dalla Sentenza del TAR Lombardia n. 1516 del 2 maggio 2025, che aveva imposto alla Regione il divieto immediato di caccia su 475 valichi montani, con una fascia di rispetto di 1 km. Una decisione che aveva creato non poca preoccupazione e disagio tra i cacciatori e le popolazioni dei territori lombardi, in particolare nel Bresciano e nel Varesotto, spingendo la Regione Lombardia a ricorrere al Consiglio di Stato per tutelare i diritti e le tradizioni locali. Oggi, grazie a questo emendamento, si pone fine a un periodo di incertezza e si ristabilisce un quadro normativo certo e stabile».
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