Eventi a Materia

Il gioco di ruolo stimola creatività, ascolto e condivisione

Allo spazio libero di Materia una serata con l'associazione Ruolatori Seriali. "Non c'è un vincitore ma la soddisfazione di aver vissuto un’avventura fino in fondo"

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Allo Spazio Libero di Materia a Sant’Alessandro di Castronno si è svolta una serata dedicata ai giochi di ruolo, organizzata da Ruolatori Seriali ODV, associazione di volontariato nata nel 2023 con l’obiettivo di diffondere questa pratica in  provincia di Varese. I protagonisti della serata erano quattro: Stefano, il master, uno dei fondatori, il suo omonimo “Castelli”, giocatore anche “per i fatti suoi”, Davide, curioso alla prima esperienza, e Francesco, che gioca sporadicamente con amici.

Ai quattro protagonisti abbiamo chiesto di spiegare che cosa significhi “giocare di ruolo”. Stefano, il master, lo ha definito come «un botta e risposta col mondo immaginato: può essere fantasy, fantascienza, horror. Non si guarda un personaggio agire, passivamente, come al cinema, ma si è quel personaggio. Lo si sente proprio, ci si affeziona, si cerca di farlo vivere e crescere».
Castelli ha aggiunto un paragone efficace: «È simile alla recitazione a teatro, ma senza copione. Ognuno crea un personaggio e lo interpreta, dando spazio a desideri e tratti che nella vita quotidiana non si potrebbero esprimere. Ci si diverte anche nei fallimenti, che diventano momenti comici o memorabili».
Il ruolo del master, che guida la narrazione e impersona i personaggi non protagonisti, è centrale: «I giocatori sono i protagonisti – ha spiegato Castelli – ma tutti insieme contribuiscono a plasmare la storia».
Davide ha sottolineato invece l’aspetto educativo: «Il gioco di ruolo ti permette di interpretare parti di te stesso e, soprattutto, ti insegna ad ascoltare gli altri. È molto diverso dai videogiochi: ogni campagna è unica e soprattutto si gioca in gruppo. Questo stimola tantissimo l’immaginazione, in una società che legge e scrive sempre meno».

Francesco, il più giovane del gruppo, ha spiegato l’uso dei dadi, strumenti iconici del gioco: «Ne esistono di varie forme, da 4 a 20 facce. Stasera usiamo soprattutto quelli da 20 e da 6. L’esito delle azioni dipende in parte dal caso, ma anche da come si racconta e si giustifica ciò che accade. La creatività viene sempre premiata, perché non è il master contro i giocatori, ma tutti insieme che costruiamo una storia».
Un concetto che ribalta la logica competitiva di molti giochi tradizionali: «Qui – ha proseguito Francesco – non c’è un vincitore. Non si gioca per arrivare primi, ma per creare qualcosa insieme. E in ogni caso resta la soddisfazione di aver vissuto un’avventura fino in fondo».
La serata si è chiusa con la sensazione condivisa di aver costruito, anche solo per qualche ora, una piccola “esistenza parallela”. Un’esperienza che, come sottolineano i Ruolatori Seriali, è prima di tutto un invito a stare insieme, immaginare e raccontare.

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

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Pubblicato il 22 Agosto 2025
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