Auto ibride, guida al cambiamento: tra risparmio, tecnologia e sostenibilità
Con Luca Dal Silaro di Ecoverso alla scoperta del mondo ibrido, tra miti da sfatare, buone pratiche e futuro elettrico già presente
Cosa distingue davvero un’auto ibrida da un’auto tradizionale? E perché sempre più italiani scelgono questa tecnologia come passo intermedio verso una mobilità più sostenibile? A spiegarlo è Luca Dal Silaro, divulgatore di Ecoverso – associazione nata nel 2013 come Gruppo Acquisto Ibrido – in un incontro denso di contenuti, numeri e riflessioni, ospite della rubrica “La Materia del Giorno”.
Due anime, una sola auto
Il principio è semplice: un’auto ibrida abbina un motore termico tradizionale (benzina o diesel) a uno elettrico alimentato da una batteria. Nelle versioni full hybrid, la ricarica della batteria non avviene tramite presa esterna, ma grazie all’energia recuperata in frenata. Risultato? Riduzione dei consumi, delle emissioni di CO₂ e una guida più efficiente.
Ma attenzione: «Non è vero che andando piano si consuma meno – spiega Dal Silaro – anzi, si rischia l’effetto contrario. È importante imparare a guidare bene, in modo consapevole e non improvvisato, per sfruttare al massimo la sinergia tra le due motorizzazioni». Ecco perché Ecoverso organizza veri e propri corsi di guida ibrida efficiente.
Tre tecnologie a confronto
Sul mercato oggi esistono tre varianti di auto ibride:
Mild hybrid: batteria minuscola e motore elettrico debole, poco più che un supporto. “Secondo noi, non è un vero veicolo a basso impatto ambientale.”
Full hybrid: batterie da 1,5 kWh e motori elettrici da 30 kW, che permettono percorrenze di 25-30 km/l.
Plug-in hybrid: batterie da 15 kWh, autonomia elettrica di circa 50 km e possibilità di ricarica da presa domestica.
In Italia, il 45% delle auto nuove vendute è ibrido (contro il 35% della media europea), ma solo il 7% è elettrico. «Siamo ancora indietro – commenta Dal Silaro -, ma il passaggio all’elettrico è inevitabile. Le ibride restano una tecnologia di transizione, non la soluzione definitiva».
Il vero ostacolo? La disinformazione
Sfatato anche il mito dell’assenza di infrastrutture: «Le colonnine ci sono, oltre 60.000 in Italia. Il vero problema è che non lo si sa, perché non lo si racconta. Serve più informazione, più sperimentazione concreta».
Quanto costa un’ibrida?
Oggi i prezzi sono quasi equivalenti a quelli delle auto termiche: «Non perché ibride ed elettriche siano diventate più economiche, ma perché diesel e benzina sono rincarati. Con le offerte, si può spendere meno per un’ibrida che per un’auto tradizionale».
Città, extraurbano e autostrada: dove conviene?
«La full hybrid è ideale in città e nei percorsi extraurbani a 70-90 km/h: qui dà il massimo. In autostrada consuma un po’ di più, ma resta in linea con un diesel».
Guardando al futuro
«Abbiamo un problema enorme con le emissioni di CO₂ e il clima ce lo sta ricordando ogni giorno. La scienza è chiara: dobbiamo azzerare le emissioni. L’elettrico è l’unica via. Ma per arrivarci, l’ibrido resta un passaggio utile, seppure già disponibile da più di 10 anni».
Il messaggio finale è chiaro: «Oggi chi rifiuta l’elettrico si comporta come chi, 13 anni fa, diceva che l’ibrido non sarebbe mai decollato. Poi l’ha comprato, e non tornerebbe più indietro».
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