L’assalto mondiale di Rovera non va a segno: il varesino della Ferrari è secondo
Nella "8 Ore del Bahrain" l'equipaggio con il pilota di Casbeno è quinto e non riesce a scalzare la Porsche dalla vetta della classifica. Il Cavallino Rampante trionfa nella classe regina: Pier Guidi-Giovinazzi-Calado sono campioni del mondo
Alessio Rovera non riesce a centrare il bersaglio principale della sua stagione, il titolo mondiale di classe LMGT3 con la Ferrari nel FIA WEC. Il pilota varesino, impegnato sulla 296 del Cavallino Rampante e del team Vista AF Corse, ha chiuso al quinto posto la “8 Ore del Bahrain” e non è riuscito a scavalcare in classifica la Porsche del team Manthey 1st il cui equipaggio (Riccardo Pera, Richard Lietz e Ryan Hardwick) si è così laureato campione del mondo.
Il trio di ferraristi (con Rovera c’erano Simon Mann e François Heriau) ha così terminato in seconda posizione la campagna iridata 2026 nell’endurance, confermandosi comunque ad altissimo livello con una vittoria a Spa e due podi alla 24 Ore di Le Mans e alla 6 Ore del Fuji. Purtroppo però le tre gare senza punti hanno zavorrato la vettura numero 21 che aveva 11 punti da recuperare alla vigilia dalla Porsche e che in Bahrain ha chiuso alle spalle dei rivali, quarti.
«I tre “zeri” in campionato hanno fatto la differenza in classifica» ammette Rovera nel commentare l’ultima prova stagionale. «Sono dispiaciuto per non aver vinto il titolo, però sono anche consapevole del buon lavoro che abbiamo svolto durante tutta la stagione» spiega il ferrarista di Casbeno che sarà impegnato sulla stessa pista nel test con la Hypercar 499P del Cavallino Rampante.
A proposito di Hypercar, la Ferrari ha completato sul circuito del Shakir il proprio capolavoro nella classe regina: al terzo anno nel FIA WEC la casa di Maranello ha centrato il titolo mondiale sia tra i costruttori, sia tra i team privati (con la numero 83 di AF Corse) sia, soprattutto, con i piloti. A trionfare è stato l’equipaggio numero 51 sulla quale ci sono ben due piloti italiani, Alessandro Pier Guidi e Antonio Giovinazzi, affiancati dall’americano James Calado. Un dominio, quello di Ferrari, che nella classifica finale ha occupato tutto il podio: seconda la #83 di Hanson, Kubica e Yifei, terza la #50 di Fuoco, Molina e Nielsen.
La “8 Ore del Bahrain” ha invece visto il colpo di coda della Toyota che ha piazzato le sue due vetture sui gradini più alti del podio con vittoria per la #7 (Kobayashi, Conway, De Vries) e piazza d’onore per la #8. Con questo risultato la casa giapponese, che per anni ha dominato la categoria, ha scavalcato Porsche e ottenuto il secondo posto nella classifica costruttori. Un brutto colpo per la casa di Stoccarda che conclude qui il proprio programma Hypercar.
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