Approvata la Manovra di Bilancio: è la quarta del governo Meloni
Approvazione definitiva con la fiducia. Confermati i ristorni ai Comuni di frontiera, accolto l'ordine del giorno del deputato varesino Pellicini. Accolto anche l'ordine del giorno che estende la legge Gadda alla donazione di farmaci psicotropi
La Manovra di Bilancio è legge. E’ il quarto provvedimento del genere per il governo Meloni.
L’iter di approvazione si è concluso il 30 dicembre con il voto nell’aula della Camera – avvenuto poco prima delle 13 – con 216 sì, 126 no e 3 astenuti. Ieri sera il testo blindato ha ottenuto la fiducia dal governo con 219 voti favorevoli e 125 contrari, dopo l’approvazione al Senato il 23 dicembre.
La Manovra è arrivata alla Camera già approvata dal Senato prima di Natale, con esame notturno di oltre 200 ordini del giorno concluso all’alba. Il governo ha posto la fiducia per evitare modifiche, garantendo la chiusura dell’iter entro il 31 dicembre ed evitando l’esercizio provvisorio. Il voto favorevole a maggioranza ha visto la protesta delle opposizioni.
I contenuti della Manovra 2026
La Manovra di Bilancio 2026, approvato oggi alla Camera introduce tagli fiscali, incentivi per imprese e famiglie, e coperture per circa 4-6 miliardi di euro.
Tagli IRPEF e fisco
Per quanto riguarda il fisco, la manovra prevede una riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per redditi medi, con sterilizzazione oltre 200.000 euro; una proroga della flat tax al 15% per reddito da lavoro o pensione fino a 35.000 euro e regime forfettario con soglia innalzata. Inoltre, rottamazione quinquies delle cartelle (2000-2023) in 54 rate bimestrali al 3% di interesse.
Famiglia e welfare
Sul Welfare la manovra prevede la revisione ISEE con +500 milioni, degli incrementi delle pensioni minime, il potenziamento bonus mamme e la Carta “Dedicata a Te”, nuove detrazioni per figli a carico e Assegno Unico più flessibile. Contributi per affitti, mutui e spese scolastiche per famiglie con ISEE basso, sostegno alle madri lavoratrici.
Imprese e investimenti
La manovra per le imprese prevede un credito d’imposta transizione 5.0, un iperammortamento triennale per beni “Made in Italy”, il rifinanziamento della nuova Sabatini, incentivi per innovazione, digitalizzazione, ZES unica (2,3 miliardi) e occupazione giovanile/femminile. Inoltre è previsto un contributo su extraprofitti bancari (1,65 miliardi) e l’aumento delle accise su carburanti/tabacchi (+900 milioni).
Edilizia e altro
Sull’edilizia è prevista una proroga del bonus casa e mobili al 50% per la prima casa, mentre è previsto uno stopo al bonus barriere architettoniche. In sanità previsti +2,4 miliardi per contratti e servizi, enti locali con nuove regole su crediti dubbia esigibilità. Riinvio plastic/sugar tax, premi produttività e lavoro festivo/notturno
Nelle pieghe della manovra passa l’estensione della legge Gadda
«L’approvazione dell’odg bipartisan per estendere la Legge antispreco 166/16 anche alla donazione dei farmaci psicotropi è senz’altro una buona notizia». Ha commentato Maria Chiara Gadda, vicepresidente del gruppo di Italia Viva alla Camera e prima firmataria della legge antispreco, a proposito dell’ordine del giorno alla legge di Bilancio a sua firma, sottoscritto anche dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.
«La povertà sanitaria e la salute mentale sono temi urgenti nella società, sempre più sulle spalle di famiglie, sindaci e Terzo settore – ha continuato – In dieci anni di attuazione, la legge antispreco ha consentito di attivare la rete della solidarietà e la responsabilità sociale d’impresa attraverso la donazione di tonnellate di alimenti, farmaci, e altri beni importanti per le famiglie e le persone in condizioni di fragilità. Grazie a enti come il Banco Farmaceutico questo processo è avvenuto garantendo trasparenza e sicurezza. È giunto il tempo di estendere la possibilità della donazione e le relative agevolazioni fiscali della Legge 166 anche ai farmaci per la salute mentale. Confido che il decreto Milleproroghe possa essere l’occasione per tradurre concretamente l’impegno assunto con l’odg».
Accolto anche l’ordine del giorno del deputato Pellicini
Il Governo ha accolto anche l’ordine del giorno presentato dal deputato Andrea Pellicini nell’ambito della legge di Bilancio, che ha l’obiettivo di risolvere positivamente la questione dei ristorni ai Comuni di frontiera.
Il documento conferma la garanzia statale di 89 milioni di euro annui a questi comuni, stabilita dalla legge 83/2023, che continuerà anche dopo il 2033 quando cesseranno i versamenti svizzeri. Pellicini chiede inoltre che le somme eccedenti (circa 128 milioni per l’ultima annualità) vengano destinate ai territori di frontiera, coinvolgendo le Regioni. Viene sollecitata l’emanazione di un decreto interministeriale per definire l’uso delle risorse del fondo, alimentato dalle tasse dei “nuovi frontalieri”, da destinare sia alle infrastrutture locali sia alla maggiorazione degli stipendi per rendere competitive le imprese italiane e contrastare l’esodo di manodopera verso la Svizzera.
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