Beni confiscati, da Regione 6,8 milioni per il riutilizzo sociale: “Un segnale concreto”
La Giunta approva lo stanziamento per il recupero degli immobili sottratti alle mafie. Fondi destinati a Comuni e Terzo settore fino al 2028 per creare servizi, alloggi e spazi di aggregazione
Trasformare i simboli del potere criminale in opportunità di riscatto per i cittadini. Regione Lombardia ha approvato lo stanziamento di oltre 6,8 milioni di euro destinati al recupero e al riutilizzo dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.
La delibera, presentata dall’assessore alla Sicurezza Romano La Russa di concerto con i colleghi Paolo Franco (Casa) ed Elena Lucchini (Famiglia), prevede un piano di contributi che si estenderà fino al 2028.
I beneficiari e le risorse
Il finanziamento è rivolto agli Enti locali (Comuni, Province e Città Metropolitana) che ospitano i beni e ai soggetti pubblici o privati che li hanno in gestione. La ripartizione dei fondi seguirà una precisa cronologia:
Per gli Enti locali: 1,79 milioni per il 2026, 2,92 milioni per il 2027 e 1,5 milioni per il 2028.
Per i concessionari (pubblici/privati): 600 mila euro complessivi tra il 2026 e il 2027.
Dall’illegalità ai servizi per la comunità
“Restituire questi immobili ai cittadini significa presidiare il territorio e generare servizi utili”, ha spiegato l’assessore La Russa, definendo la misura come un segno tangibile della presenza dello Stato.
L’obiettivo è duplice: da un lato, potenziare l’housing sociale e l’edilizia pubblica, come sottolineato dall’assessore Franco ; dall’altro, rafforzare le infrastrutture sociali per le persone più fragili e sostenere il Terzo settore, cuore pulsante dell’alleanza sociale promossa dall’assessore Lucchini. In provincia di Varese, dove la presenza di beni confiscati è storicamente rilevante, queste risorse rappresentano uno strumento fondamentale per completare progetti di riutilizzo spesso bloccati dalla mancanza di fondi per le ristrutturazioni.
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