Fine vita in Lombardia, Bertolaso: “Le istituzioni devono garantire diritti e rispetto”
Per l’assessore le istituzioni devono applicare le regole e garantire i diritti senza trasformare vicende così delicate in strumenti di contrapposizione pubblica
Regione Lombardia rompe il silenzio sul caso di fine vita reso pubblico nelle ultime ore e spiega di non aver diffuso informazioni per rispettare la volontà espressa dal paziente. A intervenire è l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che conferma come il percorso si sia svolto secondo le procedure indicate dalla Regione e nel rispetto dei principi fissati dalla Corte costituzionale.
Bertolaso: “La morte non venga strumentalizzata”
«Regione Lombardia non aveva dato notizia di questo caso per una ragione molto semplice: rispettare la volontà espressamente manifestata dal paziente, prima della procedura, che la sua morte non venisse strumentalizzata e usata», spiega Bertolaso.
La dichiarazione arriva dopo che il caso di un cittadino lombardo è stato riportato da diverse testate giornalistiche in seguito al comunicato diffuso dall’Associazione Luca Coscioni..
Secondo Bertolaso, proprio la scelta di non comunicare pubblicamente la vicenda era legata alla volontà di tutelare la persona e la riservatezza di un passaggio particolarmente delicato.
“Percorso nel rispetto delle procedure”
L’assessore conferma anche che il procedimento si è svolto «nel pieno rispetto delle procedure previste dalle indicazioni regionali e in osservanza dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale».
Bertolaso critica però la trasformazione della vicenda in terreno di confronto pubblico: «Trasformare una vicenda così intima in uno strumento di battaglia mediatica significa non rispettare innanzitutto la persona, la sua volontà e la sua dignità». Il riferimento alla volontà dell’Associazione Luca Coscioni di rendere pubblica la notizia è evidente.
“Applicare le regole e garantire i diritti”
Nella parte conclusiva del suo intervento, l’assessore richiama il ruolo delle istituzioni nei casi che riguardano il fine vita: «Su temi tanto delicati credo che le istituzioni abbiano un dovere preciso: applicare le regole, garantire i diritti e, soprattutto, rispettare le persone e le loro scelte, senza strumentalizzazioni».
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