Risi e Kangur, minuti e felicità: “Contenti per l’occasione di giocare”
I due giovanissimi esterni sono stati utilizzati a lungo da Kastritis contro Trieste e hanno meritato lo spazio. "I compagni ci aiutano a crescere"
In un pomeriggio valtellinese da “Linea Verde” – non solo per le bellezze ambientali e le bontà gastronomiche ma anche per i tanti giovani messi in campo da Openjobmetis e Trieste – spiccano due ragazzi capaci non solo di tenere il campo ma anche di mantenere alto il livello. Martino Risi e Robert Kangur, stelline juniores di Varese, escono tra gli applausi dei tifosi biancorossi e si meritano anche la ribalta della conferenza stampa. Ecco la loro “intervista doppia” a bordo campo.
Vi aspettavate di giocare questa sera, con così tanto spazio a disposizione?
RISI – «Di sicuro non mi aspettavo di entrare e stare in campo così a lungo. Pensavo magari agli ultimi minuti e invece sono riuscito a mettere piede in campo sin dal secondo quarto e giocarmi anche tutto il secondo tempo. Penso sia stata un’opportunità bellissima per me entrare in campo con questi compagni e in questa categoria: sono felicissimo sia del risultato di squadra si di quello individuale».
KANGUR – «Sì, siamo contentissimi perché i coach ci hanno dato questa possibilità, questo opportunità. Si sono fidati di noi sia gli allenatori sia gli altri giocatori e siamo molto molto felici per questo. Però già pensiamo a domani».
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Chi sono, in questo gruppo, i compagni di squadra di riferimento per voi?
RISI – «Il giocatore più di ispirazione per me è Matteo Librizzi, perché è proprio come me: è cresciuto a Varese e ha le mie stesse dimensioni fisiche, quindi mi ispiro molto a lui. Però sono tutti ottimi compagni che ogni giorno ci stimolano, ci aiutano e ci danno consigli per migliorare sul campo».
KANGUR – «Non saprei indicare una sola persona: secondo me tutti i ragazzi della squadra ci aiutano tantissimo in ogni allenamento, in ogni partita. Sono sempre accanto a noi ad aiutarci, a spingerci e a sostenerci».
Robert: papà Kristjan sarebbe orgoglioso di una partita del genere.
KANGUR – «Non lo so, non lo so. Quello te lo deve dire lui».
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