La scure della finanziaria taglia la sanità lombarda
Risparmi significativi sulla voce più pesante del bilancio dell'ente. Circa 700 milioni dei 4,5 miliardi di riduzione dei trasferimenti dallo stato li pagherà la Lombardia
Una "ricaduta" per la "virtuosa" Regone Lombardia. È questa la posizione assunta ieri dalla Giunta regionale che, su proposta dello stesso presidente Roberto Formigoni, ha approvato un documento in cui è contenuta la stima degli effetti per la Lombardia delle misure di riduzione di spesa previste dalla manovra economica del Governo. La manovra intanto passa oggi, giovedì, al vaglio del Senato: in mattinata è atteso il voto di fiducia.
«Si profila per Regione Lombardia – si legge nella delibera varata dalla Giunta – una significativa ricaduta, nonostante la virtuosità della nostra gestione. Sotto questo profilo la stessa Corte dei Conti, in sede di approvazione del referto annuale nella seduta del 12 luglio, ha evidenziato espressamente che ‘ferma restando la competenza del legislatore statale nella materia del coordinamento della finanza pubblica, è indubbio che l’obbligo di interventi posti a carico delle Regioni e segnatamente della Lombardia si configura assai gravoso e di difficile attuazione».
Il decreto legge del Governo (articolo 14 comma 2) prevede la riduzione dei trasferimenti di 4 miliardi per il 2011 e di 4,5 miliardi per le Regioni a statuto ordinario. I tagli riguardano le risorse per lo svolgimento delle funzioni trasferite con la Bassanini e altri trasferimenti relativi a leggi specifiche. L’impatto per la Lombardia è di circa 700 milioni di euro all’anno. Sotto tiro anche la sanità. Sono previsti risparmi di spesa sul capitolo personale e sulla farmaceutica che comporteranno a livello regionale -162 milioni per l’anno 2011 e -277 milioni per l’anno 2012.
«La manovra – si legge ancora nella delibera – incide peraltro sulla realizzabilità degli obiettivi indicati nel Programma di Legislatura e declinati negli strumenti attuativi in corso di perfezionamento. Sotto il profilo più strettamente politico ed istituzionale potrebbe condizionare e limitare le politiche
regionali che trovano fondamento nel patto con i cittadini lombardi che ha caratterizzato l’avvio della nuova Legislatura». Queste le principali voci dei tagli previsti dal Governo.
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