Otto anni di controlli per dimezzare la mortalità
Dall'avvio dello screening mammografico in provincia, i casi di tumore al seno sono diminuiti del 48% tra chi si sottopone a controlli
Il tumore alla mammella colpisce ogni anno in Italia 27.000 donne. Per combattere la mortalità, che rimane la prima causa nel mondo femminile, si è puntato molto sullo screening.
Anche in provincia di Varese, le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni ( circa 57.000) vengono chiamate dall’Azienda sanitaria ad effettettuare la mammografia. Ogni due anni, viene rinnovato l’invito per tenere sotto costante controllo la sitiazione.
Tra il 2000 e il 2008, sono stati riscontrati 737 tumori maligni ma, ed è il dato importante, tra chi si sottopone regolarmente a controlli, la mortaltà è diminuita del 48%: « Un dato che va comunque ridimensionato – precisa il dottor Salvatore Pisani, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico – perchè, di solito, chi si sottopone a controlli è più attento alla propria salute. Comunque, la riduzione globale si attesta attorno al 30%».
In questi otto anni, l’adesione all’invito dell’Asl è cresciuto passando dal 43,7% del primo anno al 64,7 dell’ultimo di indagine. L’efficacia dell’azione di screening è quindi stata sottolineata dal direttore dell’Asl Pierluigi Zeli che ha rinnovato l’invito alle donne a presentarsi all’esame una volta ricevuta la chiamata. Per le donne residenti a Varese, l’ospedale di riferimento è attualmente il Del Ponte ( anche se in futuro tutta l’attività senologica sarà raggruppata al Circolo), nell’alta provincia la sede è quella ospedaliera di Luino. Nel gallaratese le donne sono invitate a presentarsi al Sant’Antonio o al presidio di Angera per la zona del lago Maggiore. Infine, nel sud della provincia sono attivi tutti e tre i plessi dell’azienda bustocca.
Le donne vengono sottoposte a doppia mammografia che viene analizzata da due radiologi: se anche un solo specialista è dubbioso, viene richiamata per approfondimenti. In questi otto anni sono stati effettuati 32.084 esami con un tasso di richiamo del 5%. Nei casi di tumore, inoltre, gli interventi chirurgici conservativi hanno rappresentato l’80% dei casi proprio perchè si trattava dell’asportazione di tumori di piccole dimensioni.
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