Rifondazione Comunista dedica il circolo a Peppino Impastato
Sarà l'eroe antimafia, assassinato nel 1978, il "nume tutelare" del Prc cittadino, atteso ad una lunga battaglia in vista delle elezioni del 2011
Un gesto simbolico dettato da volontà di lotta e di rottura con ogni compromesso. Questo nelle intenzioni il senso dell’iniziativa con cui Rifondazione Comunista annuncia l’intitolazione a Peppino Impastato del proprio circolo bustese. Non è l’unico cambiamento in programma. Come sempre è il consigliere comunale Antonello Corrado a esporsi, ma la struttura dipartito conterà oltre al segretario politco Jarno Marchiori anche un segretario amministrativo in Ada Salerno. L’obiettivo è rilanciare l’attività sul territorio, riprendendo l’ìimpegno nei quartieri e er i quartieri, un focus che Corrado & Co. si sono messi ben chiaro in testa e non intendono rinnegare. Sant’Anna già ha dato buoni risultati, con un rapporto solido e di fiducia reciproca costruito con il locale comitato di residenti, ottenendo piccoli ma significativi impegni dall’amministrazione. A Borsano c’è poi il tema di Accam su cui dare battaglia a tutela di un rione che non vive esattamente tranquillo all’ombra dell’inceneritore, anche se questo in futuro dovrebbe essere molto più "pulito" e tecnologicamente avanzato.
La dedica al pioniere siciliano della radio libera e dell’antimafia, comunista e libertario, ucciso nel 1978 dopo aver rinnegato il malaffare in anni di denunce feroci nei confronti di "Tano seduto" (il potente boss Tano Badalamenti che abitava a cento passi da casa degli Impastato), è una risposta. Una risposta, dice Corrado, a chi ha "sdedicato" la biblioteca comunale di Ponteranica (BG), a questo personaggio, certamente poco "padano" ma molto, molto italiano nel suo dramma di figlio "degenere" che rifiuta la cultura del silenzio e della sopraffazione. «E importante anche per ricordare che qui, in questo territorio, le mafie hanno posto salde radici. Si può far finta di non vedere, ma il malaffare da queste parti c’è».
Quanto al quadro politico cittadino, a Rifondazione non resta che cercare sbocchi in quello che appare, se non un deserto, una steppa dai monotoni orizzonti. Movimento ce n’è: comitati di cittadini e "grillini", per quanto limitati numericamente, assicurano una partecipazione viva e una sponda politica a varie iniziative. E in consiglio comunale l’alleanza forse "innaturale" e tattica ma di fatto attiva con i vari Porfidio, Rosa, Fontana, Marta Tosi, permette battaglie condivise anche importanti, come sul "modello Vedelago". I numeri però sono quelli che sono e non permettono più di una testimonianza. Corrado continua a sentire puzza di «inciucio» ogni volta che si parla di PD, e liquida la Lega come «un poltronificio»; intoccabile il PdL, agli antipodi in tutti i sensi, tutti i ponti principali sono bruciati. Ma da qui in avanti si dovrà costruire la strategia "da sinistra" e con la sinistra per le elezioni del 2011: perchè il consiglio comunale bustese non rischi di somigliare al Parlamento, amputato della storica rappresentanza dei partiti nati dallo spirito originario del socialismo e dalle sue evoluzioni novecentesche.
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