A rischio povertà 13 mila anziani
L'allarme è stato lanciato dai vertici del Pd. «Se il governo non prende provvedimenti, bisogna rivedere il welfare locale»
Tra qualche mese per molte persone anziane ci potrebbe essere il baratro della povertà, perché manca la consapevolezza della tendenza in atto. In altre parole, nonostante la crisi molti vecchietti tengono botta, ma paradossalmente, se le pensioni non aumentano e il governo non prende provvediemnti, con la ripresa potrebbero venire schiacciati dal rialzo dei prezzi. È questa la convinzione dei vertici del Pd che, dati alla mano, accusano il governo di non fare niente per il welfare. Accusa che inviano per conoscenza anche al governo della città. Nella opulenta Varese c’è un esercito di ultrasessantenni, 12.350 persone (di cui 6.400 al di sopra dei 75 anni), che ben presto potrebbero bussare alle porte dei servizi sociali con una certa insistenza. Oggi, tutto rimane sottotraccia perché c’è un welfare sussidiario (vedi l’azione della Caritas, delle Acli, delle associazioni sindacali e di categoria) che ne attutisce momentaneamente l’urto, ma che non puo’ durare in eterno. «Noi chiediamo un contributo per le fasce più deboli – spiegano Maurizio Mirabelli, Stefano Tosi e Roberto Molinari (foto sopra), dirigenti del Pd varesino – e che venga rimodellato il welfare locale. La social card è un provvedimento inadeguato rispetto a quanto fatto dal governo Prodi nel 2007. In prospettiva è ancora peggio perché l’Italia è anagraficamente vecchia e l’età media avanza». La spesa per gli anziani stanziata dall’assessore comunale Gregorio Navarro è pari a 3.195.100 euro, cifra che ha segnato un incremento rispetto al 2008 pari al 5,5%, ma che potrebbe risultare ben presto insufficiente.Per i vertici del Pd, se la social card è stata un flop, la tassa chiesta per la regolarizzazione delle badanti, pari a 500 euro (cifra superiore alla social card), è un provvedimento ingiusto e iniquo perché va a pesare ancor di più sulle fasce deboli della popolazione perché quelli che dovranno regolarizzare le badanti sono per la maggior parte anziani. «Le famiglie sono abbandonate a se stesse – concludono Tosi, Mirabelli e Molinari – .Nessuno dice loro come devono fare e chi devono scegliere per le loro esigenze. Nessuno garantisce la formazione delle badanti. Occorre che il comune si muova».
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