“Abbiamo il salvatore, ma il sindacato dice no”
Parla il liquidatore della Rutil srl azienda meccanica di Lonate Ceppino che rischia la chiusura. Un gruppo di Lecco è interessato all'acquisto ma vuole la riduzione dell'organico da 100 a 40 lavoratori
Per la Rutil srl, azienda specializzata nella produzione di macchinari per la lavorazione della gomma, una alternativa alla chiusura c’è e si chiama Gruppo Brivio. L’ingegnere di Lecco, leader nella produzione di veicoli da trasporto compattanti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (gruppo che fattura 180 milioni di euro), è interessato a rilevare l’azienda meccanica di Lonate Ceppino. Per farlo, però, chiede di tenere solo 40 dipendenti, dei 100 attualmente al lavoro. Il sindacato non ci sta e a sua volta chiede un piano industriale che garantisca tutti i posti di lavoro. Sulla scrivania di Roberto Todeschini, liquidatore della Rutil srl, ci sono già le fideiussioni che garantirebbero la serietà della proposta. Manca solo il «sì» del sindacato.
Todeschini, la Cgil punta i piedi perché teme che il gruppo Brivio compri la Rutil per fare una speculazione sulla pelle dei lavoratori. C’è questo rischio?
Todeschini, la Cgil punta i piedi perché teme che il gruppo Brivio compri la Rutil per fare una speculazione sulla pelle dei lavoratori. C’è questo rischio?
«Perché mai dovrebbe farlo? È l’unico che si è presentato, ci mette diversi milioni di euro per avere un’azienda che produca e lo fa in un momento di crisi globale. Che cosa si vuole di più».
Però la Rutil produce macchinari per l’estrusione della gomma, mentre Brivio produce carrozzerie per i camion della nettezza urbana.
«Se fosse un concorrente, sarebbe legittimo sospettare che l’operazione serva a svuotare l’azienda per acquisirne la quota di mercato. Brivio, invece, è interessato a questa produzione per diversificare il suo business, ma lo vuole fare con alcune condizioni di partenza, tra cui un’azienda in grado di produrre a ranghi ridotti, cioè con 40 dipendenti e l’accettazione del sindacato di questa condizione. Io dico, meglio salvarne 40 che nessuno. E poi gli imprenditori sono molto originali e spesso anche imprevedibili».
La Rutil rischia la chiusura solo per la crisi o anche per un problema di concorrenza con altri mercati?
«La Rutil non vuole lasciare a casa i lavoratori. Oggi noi siamo in stallo: non ci sono ordini, né liquidità, né economicità. In questo momento di crisi soffriamo come tutto l’indotto dell’automobile. Però va anche detto che le nostre macchine vengono prodotte dai paesi asiatici a prezzi più ridotti, grazie al minor costo del lavoro. E siccome i nostri margini sul venduto sono ormai risicatissimi, chi mi dà i soldi per tirare avanti fino alla fine della crisi? Il gruppo Brivio è una reale possibilità».
La competizione si fa con prodotti innovativi, ad alto contenuto tecnologico, difficili da imitare. Quanto investe la vostra azienda in ricerca e sviluppo?
«Da tempo ormai la nostra produzione è orientata alle macchine speciali, cioè con alto contenuto innovativo. Raccogliamo le richieste dei nostri clienti e produciamo quasi su misura. Quindi per noi la ricerca è un investimento quotidiano necessario. Il now-how di quest’azienda, che è poi il vero patrimonio invisibile, con questa operazione sarebbe salvaguardato».
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