“Malpensa a rischio declassamento”: la preoccupazione degli artigiani
Per CNA Lombardia si prevede "Un impatto immediato e pesante per tutte le attività del territorio, moltissime micro e piccole aziende, legate all’indotto Malpensa"
Ciò che preoccupa gli imprenditori lombardi è il rischio di declassamento di una struttura aeroportuale che ha una funzione cruciale per lo sviluppo economico non solo del Nord Italia ma dell’intero Paese; la vicenda Fiumicino-Malpensa non può quindi essere ridotta alla contrapposizione Roma-Milano.
"Un impatto immediato e pesante di tutte le attività del territorio, moltissime micro e piccole, legate all’indotto Malpensa, nonché per i loro dipendenti. Solo nella provincia di Varese sono a rischio centinaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori. Pensiamo infatti solo al settore del cargo che mette a rischio, oltre ai centosettanta lavoratori a casa dal prossimo 13 Gennaio, almeno altri mille posti di lavoro dell’ indotto, aggiunge Daniele Parolo, Presidente di CNA Varese. “Nell’immediato, continua Parolo, è importante concentrare realisticamente gli sforzi sulle misure di sostegno al lavoro ed al reddito prevedendo cioè la cassa integrazione in deroga anche per l’indotto e rendendo immediatamente disponibili i fondi stanziati ma ancora inutilizzabili".
Dal mondo delle imprese si leva quindi un forte grido di allarme e di preoccupazione che non può rimanere inascoltato.
L’accordo sottoscritto con Regione Lombardia da tutte le forze economiche nell’Ottobre del 2007 era molto chiaro rispetto al rilancio del ruolo di Malpensa: una leva irrinunciabile per la competitività italiana. Su questo principio bisogna insistere per sostenere l’economia del nord e dell’intero Paese. L’auspicio è che prevalga il senso di responsabilità e che gli impegni assunti con il sistema delle imprese vengano rispettati a tutti i livelli.
“Le scelte industriali e la preferenza del partner internazionale, su cui non vogliamo entrare nel merito, devono tuttavia tener conto di questa realtà, qualunque esse siano va garantita la continuità delle rotte internazionali e la tenuta dell’indotto economico e della occupazione dell’area più vasta e produttiva del Paese. Da sempre sosteniamo con forza la liberalizzazione dei mercati in tutti i settori e non possiamo quindi che guardare con preoccupazione alla possibilità che nasca un nuovo monopolio in un settore strategico per il Paese come quello del trasporto aereo", conclude Cacciatori.
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