Lupetti e coccinelle per ricordare Baden Powell
Anche a Varese sentita la ricorrenza dedicata al fondatore dello scoutismo. Le offerte raccolte quest’anno verranno devolute a favore del Harambee Costa-Kenia
Un’occupazione festosa e pacifica del centro di Varese, quella di lupetti e coccinelle, scout e guide, branchi e pattuglie, che ieri sera, in occasione del “Thinking Day”, il giorno della nascita del fondatore dello scautismo Baden Powell (ma loro lo chiamano “BP”), si sono dati appuntamento davanti alla Basilica di San Vittore. Un compleanno celebrato in tutto il mondo il 22 febbraio, ma che è stato anticipato di un giorno per il fatto che il venerdì di quaresima, secondo il rito ambrosiano, non prevede la celebrazione della messa.
Gli scout di Varese e dintorni si sono così ritrovati per rinnovare solennemente le promesse del bravo scout, accompagnati dai loro assistenti spirituali, amici, genitori. Un esercito coloratissimo e scatenato (che conta circa duemila aderenti, tra ragazzi e adulti, sul nostro territorio) ha raggiunto la centralissima piazza della basilica con le immancabili insegne, le bandiere, i popolari grandi foulard legati attorno al collo, diversi a seconda dell’associazione di riferimento, gli originali slogan scout. Ad organizzare la serata del “TDay” per la zona pastorale di Varese, si sono uniti l’Agesci, gli Scout d’Europa, il Movimento Adulti Scouts Cattolici Italiani, un mondo ricchissimo che spesso ed erroneamente viene snobbato all’esterno.
«La fraternità scout – spiega don Luca Violoni, assistente agisci della zona pastorale – si basa su una proposta educativa che si richiama alla necessità di ritornare alla radicalità delle motivazioni evangeliche originarie, accogliendo e non giudicando i ragazzi che approdano al mondo scout. Il nostro ideale è quello di costruire un pianeta ispirato al messaggio del Vangelo».
Alle 21 è iniziata la celebrazione della messa in una basilica gremita di partecipanti, concelebrata, per la prima volta, dal vicario episcopale monsignor Luigi Stucchi insieme agli assistenti del popolo scout. Le offerte raccolte quest’anno verranno devolute a favore del Harambee Costa-Kenia, una base scout e un centro per la gioventù da realizzare a Miritini (Mombasa) in Kenya. «C’è una presenza che non è indifferenziata e anonima – ha notato il vescovo -, ma fatta di genitori, educatori, capi, insomma testimoni”. Una presenza senza la quale “non si potrebbe crescere”. L’obiettivo che ognuno deve porsi, secondo monsignor Stucchi, è quello di “fare del cammino della vita una grande testimonianza, senza la preoccupazione di essere ammirati, senza attendere un tornaconto immediato».
Particolarmente commuovente il giovane scout che, alla preghiera dei fedeli e alla presenza dei genitori, ha ricordato il capo scout Moreno Guzzi, deceduto improvvisamente per un incidente stradale. Un ricordo che ha per un istante interrotto il clima festoso della serata. Al termine della messa tutti nella piazza ad attendere, in cerchio, l’arrivo del festeggiato: “BP” in persona si è presentato e ha condotto qualche minuto di animazione nella gelida serata varesina. Nessun problema per i più freddolosi: a attenderli accanto alla basilica, vin brulé e the caldo, offerti a tutti dagli organizzatissimi Scout d’Europa.
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