Bracconaggio, Ferrara: “Dati non realistici”
L'assessore provinciale novarese smorza l'allarme lanciato sui quotidiani locali
Nei giorni scorsi alcuni organi di informazione locale hanno pubblicato una serie di articoli dando conto di prese di posizione e dichiarazioni sul fenomeno del bracconaggio.
In proposito, l’assessore provinciale alla caccia, Silvana Ferrara, precisa che l’affermazione in base alla quale il 67% dei cacciatori svolgerebbe attività di bracconaggio (dato contenuto in alcuni degli articoli in questione) non è suffragata da alcun dato oggettivo. «Se questa percentuale fosse realistica, dovrebbero essere stati contravvenute penalmente in Provincia di Novara, nell’arco di cinque, mesi almeno 2.000 persone, cosa assolutamente lontana dalla realtà.. Ribadisco peraltro – aggiunge Ferrara – che per bracconiere si intende chi esercita la caccia di frodo, e non chi commette eventuali violazioni di carattere amministrativo alle disposizioni in materia di caccia»
Non corrisponde a realtà neppure la notizia riguardo ai resti di animali macellati e al recupero di animali feriti o morti. Le normative sulla caccia prevedono la consegna al Comune o alla Provincia di qualsiasi animale ritrovato vivo o morto affinché se ne provveda alla successiva destinazione. «La Provincia – spiega Ferrara – ha, in questi anni, messo a punto un puntuale servizio di raccolta e smaltimento delle carcasse di animali appartenenti alla fauna selvatica e un altrettanto efficace servizio per il recupero di quelli feriti»
L’assessore aggiunge anche altre precisazioni.
«Per quanto riguarda – dice – il sequestro di trappole risulta, ad oggi, la consegna, presso gli uffici provinciali, solo di alcuni lacci e tagliole per i quali non è stato predisposto nessun verbale di sequestro. Le immagini apparse su un giornale non sono documentate e, soprattutto, non viene indicato se corrispondono a situazioni verificatesi sul territorio novarese. Comunque, nel caso lo fossero, di questi episodi non è mai stata data notizia alla Provincia. Infine una precisazione insieme geografica e tecnica: nei territori dei comuni di Pombia e Mezzomerico non esistono riserve naturali speciali. C’è invece una zona di ripopolamento e cattura collocata in parte in comune di Mezzomerico. Sempre in quell’area esiste un’oasi faunistica in comune di Divignano»
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