Ferrovie Nord, Cadorna-Bovisa quadruplicata: “il nodo è sciolto”

Le Nord cantano vittoria: con un anno d'anticipi l'obiettivo è centrato. Si annunciano più treni e meno ritardi

Nove anni di lavoro accurato, metodico e ininterrotto: un grande sforzo tecnico, svolto in condizioni complesse, che è giunto a conclusione. Da domenica 9 settembre, quando si svolgerà una cerimonia ufficiale di inaugurazione alla presenza del minsitro Antonio Di Pietro, il quadruplicamento delle Nord a Milano, da Bovisa a Cadorna, sarà realtà. Il "collo di bottiglia" che per decenni ha strozzato il traffico ferroviario, rovinando la vita a milioni di pendolari, non c’è più: "il nodo è sciolto" è lo slogan scelto per la conferenza stampa con cui oggi la dirigenza di FNM e un Roberto Formigoni soddisfatto hanno annunciato di aver centrato l’obiettivo. Il tutto senza fermare la circolazione ferroviaria, superando ogni sorta di problemi tecnici con soluzioni ad hoc, e grazie a 123 milioni di euro di investimenti pubblici, statali e regionali: i lavori si sono conclusi con un anno di anticipo sul previsto e, soprattutto, senza alcun grave incidente sul lavoro, rimarcano le Nord. Restano da ultimare solo delle finiture che non influenzeranno in alcun modo il traffico.

Le implicazioni della conclusione dei lavori sono notevoli: gli stessi dirigenti hanno messo in luce come presto sarà possibile aumentare frequenza e velocità dei treni in circolazione sulle ferrovie Nord. Ciò si tradurrà col tempo in un servizio migliore, con meno ritardi, anche se con ogni probabilità a un costo più alto per l’utenza.

Accanto al presidente-governatore della Lombardia Formigoni hanno incontrato la stampa il presidente di FNM Norberto Achille, il direttore generale, Marco Piuri, e l’ingegner Paolo Mantegazza, responsabile dei lavori, hanno rimarcato le dimensioni dell’intervento compiuto. Raddoppiare tre chilometri di binari non appare a prima vista un grandissimo compito: ma farlo in mezzo a una città come Milano è stata un’impresa. L’opera corre per il 50% in galleria e per un altro 30% potrà essere coperta; si sono rifatti 14 cavalcavia stradali (senza fermare il traffico!) e intercettati non meno di 116 diversi servizi cittadini (reti elettriche, fibra ottica, telefono, gas, acqua…), rispettando vincoli di ogni tipo, minimizzando il disagio per i residenti anche con barriere antirumore e sistemi di assorbimento delle vibrazione, e conservando architetture di pregio come il liberty della vecchia Bullona, ora rimpiazzata come stazione da Domodossola-Fiera. Il tutto mentre i treni continuavano a percorrere il famigerato "collo di bottiglia" fra le proteste dei pendolari spesso costretti a subire ritardi e odissee di vario tipo, più volte descritte con eloquenza nelle lettere dei lettori di Varesenews. "In un altro sistema" osservava Piuri "forse si sarebbero fermati i treni a Bovisa per la durata dei lavori, dimezzandola: ma era impensabile, le Nord da sole gestiscono il 32% dei passeggeri lombardi". E questo 32% è in gran parte la massa dei pendolari diretti al metrò di Cadorna.

L’opera è stata progettata dalle strutture tecniche di ingegneria del Gruppo FNM, con la collaborazione della società Inco per lo sviluppo dei progetti e delle opere civili e dell’ATI Inco-Italconsult per la progettazione degli interventi nell’area tra Corso Sempione e via Mac Mahon. La direzione lavori è stata curata da FERROVIENORD con la collaborazione di NORD_ING, che hanno coordinato le ben 56 aziende che si sono affiancate ed alternate nell’esecuzione dei lavori, 97.000 giornate lavorative svolte per ben il 40% di notte, per disturbare il meno possibile un traffico giunto al limite del collasso, e che ora potrà "respirare".

Gli oltre 500 treni attualmente circolanti sulla tratta Cadorna-Bovisa aumenteranno di numero grazie al quadruplicamento, dando respiro alle linee per la Valassina, Como, Varese, Novara e Malpensa. Già da lunedì 10 si conteranno 21 corse in più, principalmente sulla tratta Milano-Palazzolo; e il tratto appena quadruplicato potrà tranquillamente essere utilizzato anche come metrò aggiuntivo dai milanesi. Ma quello appena ultimato, per quanto fondamentale, è solo un tassello di un più ampio piano di potenziamento messo in atto negli ultimi anni dalle Ferrovie Nord: tra le sfide future, solo in ambito insubrico, vi sono quelle relative all’unificazione delle stazioni di Novara e Varese, il nuovo interscambio ferrovia-metropolitana di Affori, il tunnel di Castellanza e il connesso interscambio ferroviario di Busto Arsizio, il terminal intermodale di Sacconago.

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Pubblicato il 07 Settembre 2007
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