Varese scende in piazza per la Palestina e la Global Sumud Flotilla
Cinquecento persone in piazza Monte Grappa. "Saremo scorta, con i nostri corpi siamo qua per mantenere alta l'attenzione"
Essere scorta mediatica per la Global Sumud Flotilla, questo il significato della manifestazione che si è tenuta nella serata di oggi, giovedì 4 settembre, in Piazza Monte Grappa a Varese.
Una scorta ovvero “un’istituzione che viene riconosciuta a coloro che hanno preso posizione con coraggio per denunciare e proteggere gli oppressi e che rischiano ritorsioni e rappresaglie – hanno spiegato – Noi siamo qua per proteggere, prenderci cura delle attiviste e attivisti che in questi giorni partono per una delle missioni umanitarie più grandi nella storia dell’umanità, a livello globale, quella più grande mai organizzata. Saremo scorta, con i nostri corpi siamo qua per mantenere alta l’attenzione, per evitare che i media mandino in sordina gli sforzi che si stanno compiendo per abbattere il blocco israeliano. Il governo di Israele ha minacciato gli attivisti e noi invece vogliamo difenderli, facendo in modo che nessuna istituzione abbia possibilità di dire non sapevamo questa cosa. Il secondo motivo per cui siamo qua stasera è un momento collettivo comunitario, una presa di coscienza. In questi giorni a Varese attraverso vari eventi si è creata ondata di umanità, persone che non hanno mai avuto occasione di fare attivismo di sono scoperti piacevolmente coinvolti, ed è giusto prenderne coscienza”.
Una manifestazione che ha visto la partecipazione della cittadinanza, di attivisti, associazioni e prestazioni artistiche, tra queste, le barchette di carta costruite con i colori della bandiera palestinese e sistemate nella piazza, un simbolo della forza della Flottiglia e di chi la sostiene. Un evento che poche ore prima anche a Milano ha riunito migliaia di persone.

“L’organizzazione di questo evento nasce dal senso civico di ogni persona contattata che si è sentita in dovere di partecipare. Il tema è talmente comune anche gruppi con attriti si sono uniti per sostenere la Flottilla: un’azione umanitaria importante, un evento epocale – spiega Lorenzo Ferraro – Le persone che sono qua appartengono si ad associazioni, ma in primis sono presenti oggi in piazza come persone e forse è proprio per questo che questa volta si è riuscito a fare davvero rete”.
Citate anche le parole di Stefano Rebora, fondatore dell’associazione Music For Peace di Genova, che in cinque giorni ha raccolto 400 tonnellate di generi alimentari con il sostegno della cittadinanza genovese e di tutta Italia: “Saremo il vento che accompagnerà le barche”.
“Genocidio, fino a un anno fa dire genocidio significava farsi dare del terrorista, ora è una parola sdoganata sulle innumerevoli morti della popolazione palestinese. Viviamo in un paese in cui nessuno ci rappresenta – ha poi affermaro Roberta Gualtieri, portavoce italiana del Global Movement to Gaza, ente organizzatore della Global Sumud Flotilla – Assistiamo in diretta a un genocidio, vediamo immagini che ti fanno perdere il sonno. Ci vuole qualcosa che cambi questo, spero vivamente per tutti noi che questa cosa possiamo essere noi. Le barche sono un’azione politica: non è solo il cibo che portiamo, ma quel che rappresentiamo. La sfida politica è certo per Israele, ma è soprattutto per i nostri governi”.
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