“Ho denunciato i miei aguzzini. Ora sono una donna libera”

L'appello di Adelina, ragazza albanese rapita, violentata e messa sulla strada e liberata dalla Squadra Mobile di Varese

Adelina ha poco più di vent’anni ed è sfuggita al racket della prostituzione, grazie all’interessamento degli uomini della Squadra Mobile di Varese. A lei come ad altre sventurate è stato applicato l’articolo 18 della legge Turco-Napolitano, che consente di rilasciare un permesso di soggiorno per garantire la protezione sociale a chi collabora con le forze dell’ordine. Ora Adelina sta cercando di fondare un’associazione in Basilicata  e una casa accoglienza per tutte quelle ragazze che come lei si sono ribellate al racket della prostituzione.

(foto, sopra: Adelina con gli uomini e il capo della Squadra Mobile di Varese, quelli che lei chiama i "miei angeli",  che l’hanno liberata dai suoi aguzzini)

«Sono nata in Albania. Mi hanno rapita,  violentata in gruppo, picchiata, segregata e fatta prostituire. Io li ho denunciati, facendo smantellare un’intera organizzazione, arrestare 40 persone e liberare una decina di ragazze schiave sulla strada come me. Ora scrivo per beneficenza, racconto le torture che ho dovuto subire  e sono impegnata nella lotta contro la schiavitù e contro lo sfruttamento della prostituzione. Io sono una donna libera grazie alle forze dell’ordine della questura di Varese che mi hanno fatto riacquistare la mia libertà e la mia dignità di donna, quella che miei sfruttatori mi avevano tolto».
«L’associazione sarà dedicata ai miei angeli, cioè a tutti quegli operatori delle forze dell’ordine, come gli uomini della Squadra mobile di Varese e i carabinieri di Tricarico. Questi ultimi hanno salvato piu di 500 persone, tra donne e bambini, rendendoli liberi. Per questo la mia associazione si chiamerà Tricarico per fare onore ai carabinieri e al loro capitano Mario Tusa, che ha combattuto e combatte quotidianamente con tenacia la criminalità organizzata. Un grazie anche al colonnello Giacomo Vilardo per il suo impegno costante in questa lotta».

«In questi giorni sto girando un spot informativo su questo che andrà in onda in tutte le radio a livello nazionale il cui testimonial sarà il capitano Mario Tusa per il suo straordinario lavoro svolto al comando di Tricarico. A tutte le ragazze che vogliono ribellarsi dalla crudeltà dei loro sfruttatori ricordo di chiamare e affidarsi delle forze dell’ordine. È grazie a loro che oggi io sono una donna libera»

La vicenda di Adelina, salvata dagli uomini della Squadra Mobile di Varese, sarà raccontata nel programma di Enrico Ruggeri “Il bivio”, in onda giovedì 8 febbraio in prima serata su Italia Uno .

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Pubblicato il 08 Gennaio 2007
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