La moda cambia direzione: i mercati emergenti salgono in scena
Secondo i dati della Camera Nazionale della Moda Italiana, il giro d'affari del settore moda nel 2023 ha superato i 100 miliardi di euro e un export di circa 75 miliardi
Didascalia: BRICS+ Fashion Summit
di Alessandro Bianchi
L’industria della moda italiana è un pilastro dell’economia nazionale. Secondo i dati della Camera Nazionale della Moda Italiana, il giro d’affari del settore moda nel 2023 ha superato i 100 miliardi di euro e un export di circa 75 miliardi. l’Italia si conferma tra i tre maggiori esportatori mondiali di prodotti moda. Ma lo scenario globale sta cambiando rapidamente: i mercati emergenti, guidati dai paesi BRICS, registrano ritmi di crescita vertiginosi. In questo contesto, è impossibile ignorare le piattaforme che riuniscono diversi settori dell’industria globale, tra cui spiccano la Moscow Fashion Week e il BRICS+ Fashion Summit.

Il valore del “locale”
In Italia, il futuro della moda non è solo nelle mani delle grandi maison. Sono i marchi indipendenti e di nicchia a segnare le tendenze, con una crescita annua superiore al 5%, mentre nel settore online il fatturato del mercato della moda si avvicina ai 6 miliardi di euro. Marchi come Sunnei o Marco Rambaldi dimostrano che l’innovazione e l’identità locale hanno un forte appeal internazionale.

Un processo simile è in atto anche in Russia, dove l’interesse per i marchi nazionali è in piena espansione. I consumatori russi sono sempre più disposti a investire in prodotti locali: nei primi tre mesi del 2025, la spesa media per un capo di un brand russo è aumentata dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre due anni prima la crescita aveva raggiunto il 25%. Questi ritmi di crescita sono superiori di 4 punti percentuali alle medie del mercato moda. Un segnale che il grande magazzino del lusso Tsum ha colto, aumentando del 30% in tre anni lo spazio dedicato ai designer nazionali.
BRICS in primo piano
BRICS+ Fashion Summit, un forum internazionale con rappresentanti da oltre 65 Paesi. Tra gli esperti, Tonia Fouseki, Fondatrice e Presidente di Athens Fashion Week, Sergio Puig, direttore di Mediterranea Fashion Week Valencia, e altri.
“Il summit rappresenta un’occasione unica e potente di convergenza tra economie creative emergenti, offrendo non solo visibilità, ma anche vera collaborazione tra culture, territori e tradizioni artigianali”, spiega l’italiano Antonio Maurizio Grioli, decano della Pearl Academy (India), partecipante al BRICS+ Fashion Summit. “Quest’anno, vogliamo amplificare quel l’impatto, rafforzare i legami istituzionali all’interno della rete BRICS+, contribuire a innovazioni guidate dall’artigianato e sviluppare quadri educativi che possano plasmare il futuro della moda partendo dal Sud globale. Is Summit non è solo un evento, ma un incubatore del prossimo movimento mondiale nel design”.
Il contributo dei paesi BRICS è già enorme: rappresentano circa il 40% del PIL mondiale, con un giro d’affari nel settore moda che supera i 520 miliardi di dollari. Il Summit si configura come uno spazio di discussione su sviluppo sostenibile, tecnologie digitali e nuove modalità di cooperazione, attirando l’attenzione dell’Europa.
Dialogo con l’Europa

La Moscow Fashion Week – un ponte tra mercati diversi. Sulle passerelle russe ha sfilato, tra gli altri, la stilista spagnola Duly Romero, nota per la sua attenzione alla femminilità e all’espressività emotiva. A Mosca Romero ha riscosso grande successo con una collezione basata su trasparenze e asimmetrie.

Allo stesso tempo, molti brand russi hanno dimostrato di guardare all’Europa come fonte d’ispirazione. Il marchio Khayam Khanukaev si è ispirato allo stile Art Nouveau e ha creato abiti leggeri e fluidi, realizzati in chiffon di seta e impreziositi da ricami. Odor ha creato la sua collezione utilizzando organza di seta e nastri antichi, raccolti nei mercatini delle pulci e nei negozi di antiquariato in Belgio e in Francia. The Vow ha attinto al patrimonio dell’epoca vittoriana: elementi di questo periodo spiccavano sulla passerella, come colletti alti, spalle pronunciate e maniche allungate.

Mosca sta consolidando il suo ruolo nel panorama globale, affiancandosi a capitali storiche come Milano, Parigi, New York e Londra. Per l’industria italiana è un’opportunità. Dialogare con questi nuovi poli permette di rafforzare la propria posizione, trovare nuovi partner commerciali e trarre ispirazione da un contesto multiculturale. In un settore che non si ferma mai, guardare a nuovi orizzonti è l’unica strategia per continuare a essere leader.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
ClaudioCerfoglia su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
anselmo piazza su Lavori in Viale Belforte, Via Marzorati e Via dei Campigli: a Varese senso unico alternato dal 24 al 30 agosto
Bustocco-71 su Cede la rampa della tangenziale, deviazioni tra Malnate e Varese
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.