Le Olimpiadi di Sandro, le bizze di Mahorn, il palazzetto come casa: Claudio Galleani a “Luci a Masnago”
Nella puntata del nostro programma dedicato alla Pallacanestro Varese, accanto all'analisi della brutta sconfitta con Reggio Emilia, spicca la presenza del fisioterapista "figlio d'arte". Ascolta il podcast dell'episodio
La puntata di Luci a Masnago andata in onda giovedì 5 febbraio e intitolata “Maturità ti avessi preso prima”, si è concentrata innanzitutto sulla mancanza di crescita della Openjobmetis, che ha fallito per la terza volta consecutiva l’occasione di scalare la classifica della LBA. Nella prima parte, i tre conduttori (Damiano Franzetti, Francesco Brezzi e Matteo Bettoni) hanno analizzato le sconfitte contro Udine, Treviso e Reggio Emilia, mettendo in luce la scarsa continuità, le basse percentuali al tiro da tre punti ma anche la gestione tecnica di coach Kastritis, in particolare per le rotazioni eccessivamente corte.
Su Kastritis si è parlato anche per la deludente conferenza stampa che ha fatto seguito alla brutta sconfitta interna con Reggio. Nella parete centrale della puntata invece il focus si è spostato sulla trasferta di domenica 8 a Trento contro una squadra che all’andata vinse a Masnago. Tra i punti di forza della Dolomiti Energia sono stati citati elementi di rilievo come Jakimowski, descritto come un’ala capace di creare gioco grazie alla sua visione dall’alto, e Khalif Battle, autore del canestro decisivo nella vittoria contro Bologna. Dal punto di vista statistico, Trento vanta un fatturato offensivo superiore a quello di Varese e una maggiore solidità a rimbalzo.
Come di consueto però uno dei piatti forti è stata la rubrica finale, “Gente di Masnago”, con ospite Claudio Galleani, figlio del leggendario Sandro e – a sua volta – fisioterapista con una lunga militanza nel basket italiano tra Varese, Roma, Trieste e la Nazionale. «Il palazzetto è casa mia, è dove sono cresciuto: ho iniziato a frequentare l’ambiente della Serie A a soli 14 anni, facendo la “bassa manovalanza” come portaborracce per sfuggire ai compiti scolastici».
Papà Sandro non ha fatto sconti: «La cosa che ho odiato di più all’inizio della mia carriera era quando mi dicevano sempre: ‘Sì, però tuo papà non fa così'”. A un certo punto ho iniziato a rispondere: “Sì, lui non fa così perché lui non è bravo come me”. Non ci credeva nessuno ma almeno hanno smesso di dirmi quella frase».
Bello il ricordo in chiave olimpica di Sandro che partecipò a cinque Olimpiadi comprese quelle di Mosca e Atene in cui l’Italia vinse la medaglia d’argento. E poi sono stati molto divertenti gli aneddoti raccontati su Rick Mahorn, uno dei “Bad Boys” dei Detroit Pistons, conosciuto durante l’esperienza a Roma. «Mahorn si caricava con il tifo contro ma in Gara3 di semifinale a Treviso il pubblico non lo considerava. A quel punto andò sotto la curva, fischiò forte per farsi notare e alzò i due medi scatenando la folla. Giocò una partita clamorosa ma purtroppo perdemmo».
Infine Claudio ha parlato anche di tennis ricordando la sua esperienza accanto al canadese Milos Raonic (che fu anche numero 6 del mondo): «Lavorare con un singolo atleta è più semplice rispetto a una squadra, dove bisogna gestire diverse personalità, diverse esperienze di vita e diverse culture». Galleani ha parlato – benissimo – anche di uno dei giocatori più amati nella storia della Pallacanestro Varese, Corny Thompson, citato per via del suo compleanno che cade proprio il 5 febbraio.
DAL PARQUET – Per chi non lo ha ancora fatto, segnaliamo inoltre la possibilità di ascoltare il podcast “Dal Parquet” pubblicato lunedì e dedicato alla partita tra Openjobmetis e Unahotels. Lo trovate nel box qui sopra. Se invece volete riascoltare le precedenti puntate di “Luci a Masnago”, CLICCATE QUI.
Sia “Dal Parquet”, sia “Luci a Masnago” sono disponibili su tutte le principali piattaforme di ascolto: cliccate “Mi piace” su quella che utilizzate abitualmente per restare sempre aggiornati sulle nuove uscite.
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