San Tito, momento cruciale per tutto il Paese
Entusiasmo e attesa per la IX edizione della festa decennale, ideata da Don Mariani nel 1926

E’ stata presentata oggi in via ufficiale la decennale festa di San Tito che dal 9 al 19 settembre 2006 vede ancora una volta tutto il paese di Casorate Sempione in festa, adorno di fiori e foglie dai mille colori. Alle 10.30 la conferenza stampa a Villa Recalcati con un rappresentante della Provincia, l’Assessore all’agricoltura, Bruno Specchiarelli, il parroco di Casorate Sempione, Don Giovanni Rossotti, il coadiutore Don Emilio Gerli, gli Assessori alla Cultura e all’Urbanistica, Rita Gaviraghi e Marco Grosso, il presidente della Pro Loco casoratese, Visentin, Massimo Conconi, curatore di un libro importante per la storia di Casorate e di San Tito, “La chiesa dell’Assunta a Casorate Sempione”, e i fondamentali e irrinunciabili rappresentanti delle vie di Casorate Sempione. Un pullman di 40 persone è partito dal paese alla volta di Varese. La festa, nata nel lontano 1926 per iniziativa di Don Mariani, è un momento cruciale, aspettato con ansia e anche un po’ di competizione da parte di tutti i cittadini, ormai sentito anche da chi non è nato a Casorate, ma vive lì da anni. L’assessore alla Cultura Rita Gaviraghi, casoratese d’adozione alla sua seconda edizione di San Tito, ha dichiarato: «In primo piano è indubbiamente il valore religioso della festa. San Tito, però, costituisce anche un momento di incontro e di intrattenimento per tutti, dalle persone che hanno lavorato insieme per creare i fiori, ai Casoratesi, ai visitatori. Sono state profuse tante energie e forz
e che sicuramente avranno un ottimo risultato. – ha continuato l’assessore- E’ davvero la festa di tutto il Paese. Lo spirito religioso non deve essere assolutamente snaturato, ma San Tito è un’occasione di unione di Casorate che si riconosce in un’identità». Grandissimi l’impegno e le energie per una festa che a ogni edizione diventa sempre più grande e coinvolgente. Anche il Parroco, Don Giovanni Rossotti, al sua terzo San Tito, ha ricordato: «Negli ultimi anni c’è stata davvero un’esplosione della festa e delle idee per la sua riuscita: tutti hanno voglia di fare. Non si deve però mai perdere, soprattutto nelle generazioni future, il ricordo del suo significato profondo: il Santo e il valore della consacrazione della Chiesa».
Il presidente del Comitato per i IX festeggiamenti decennali di San Tito, Don Emilio Gerli, ha poi spiegato la funzione del Comitato, novità di questa nona edizione: «Nato dalla collaborazione della Parrocchia, Pro Loco e Comune, non coordina i lavori delle vie, ma ha il compito fondamentale di supporto all’organizzazione generale. La festa è portata avanti dalle vie, con il loro estro e con la loro infinita fantasia, ma certo il Comitato ha il compito di promuovere e sovrintendere ai servizi: l’accoglienza, gli spettacoli, l’organizzazione di un punto ristoro, l’istituzione di un centro che catalizzi la festa. Proprio così è nata l’idea di un Pala Tito, una struttura posta sopra il campo da calcio dell’oratorio, che permetterà lo svolgersi delle iniziative anche in caso d
i pioggia – ha proseguito il coadiutore -. Il programma è ricchissimo: la festa tradizionale nata in ricordo del martire non include solo il momento religioso, a cui presenzierà anche il cardinale Dionigi Tettamazi, ma anche momenti culturali, artistici e storici che vedono la coesione e la collaborazione di tutta la comunità, dai ragazzi, impegnati in un Musical, agli adulti». Un’infinità di eventi che si susseguiranno a ritmo serrato per 10 giorni consecutivi. San Tito, però, non è fatta solo di mani che creano fiori fantasiosi. Dietro c’è un ingente lavoro che vede la gestione dell’affluenza repentina di migliaia di persone in un paese di 5000 abitanti. La Pro Loco ha provveduto alle luminarie e ai contatori e il Comune, come ha ricordato l’Assessore all’Urbanistica Marco Grosso, è ancora al lavoro per studiare la collocazione dei parcheggi e altri servizi. Garante della sicurezza sarà infatti l’amministrazione comunale, coadiuvata dalla Provincia.
Per la prima volta dopo 90 anni, il segreto dei laboratori artigianali nelle case dei cittadini è stato così svelato. I rappresentanti delle vie, entusiasti e emozionati, hanno aperto solo all’ultimo le loro borse e i loro scatoloni ben sigillati, ma alla fine sul tavolo della Provincia troneggiavano splendidi fiori fatti a mano che hanno mostrato alla stampa e alla televisione i loro petali, curati uno ad uno dalle amorevoli mani dei Casoratesi. L’assessore provinciale Specchiarelli, dopo aver assicurato che non mancherà anche quest’anno, ha concluso la conferenza con un significativo augurio: «Casorate, arrivederci fra 10 anni!».
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