Nel giorno dell’Unità d’Italia, Varese chiede la medaglia d’oro
In occasione della festa nazionale del 17 marzo, l'associazione Varese per l'Italia premia lo storico varesino Carlo Giacomo Lacaita e chiede che il sacrificio della città durante il Risorgimento venga riconosciuto dallo Stato
Il 17 marzo 2026 si celebrano i 165 anni dalla proclamazione del Regno d’Italia, una ricorrenza nazionale che l’associazione Varese per l’Italia celebrerà a Palazzo Estense accanto alle istituzioni e agli studenti delle scuole. Un’occasione per ricordare la nascita dell’Italia, ma anche per sottolineare il ruolo di Varese nell’unificazione e celebrare i varesini che hanno portato prestigio alla città.
Le celebrazioni a Palazzo Estense
La cerimonia si terrà al Palazzo Estense martedì 17 marzo dalle 10:00. Durante la mattinata, Antonio Maria Orecchia, docente di Storia moderna e contemporanea all’Università degli Studi dell’Insubria, terrà una breve conferenza aperta a tutti per approfondire il ruolo di Varese nell’unificazione del Paese. L’incontro sarà accompagnato dagli studenti delle scuole. Il coro della scuola 4 Novembre si esibirà nella lingua internazionale dei segni (Lis), mentre gli alunni della Morandi e della Sacco reciteranno alcune poesie.
Il momento centrale sarà la consegna del premio Giovanni Vancalvi (tra i fondatori e primo presidente dell’associazione Varese per l’Italia) a Carlo Giacomo Lacaita, docente e autore varesino che per anni ha insegnato Storia contemporanea, moderna e risorgimentale nelle Università di Milano, Genova e Parma. Durante la sua carriera, Lacaita ha firmato diversi libri su formazione tecnica-scientifica e sui processi di modernizzazione in Italia e in Lombardia. È stato inoltre presidente del Comitato italo-svizzero per la pubblicazione delle opere di Carlo Cattaneo, di cui è tra i massimi esperti.
La medaglia d’oro che manca
In occasione del 17 marzo, l’associazione Varese per l’Italia coglie l’occasione per chiedere ancora una volta che anche a Varese venga riconosciuta la medaglia d’oro al valore militare per la battaglia del 26 maggio 1859, durante la quale i cacciatori delle Alpi guidati da Giuseppe Garibaldi sconfissero le truppe austriache del Regno Lombardo-Veneto.
«Un contributo fondamentale – ricorda il presidente dell’associazione Varese per l’Italia Luigi Barion -, dal momento che il generale austriaco Karl von Urban fu costretto a spostare su Varese numerosi soldati, indebolendo le proprie fila durante la battaglia di Magenta, che si sarebbe combattuta pochi giorni dopo».
L’associazione sta dialogando con le istituzioni per fare in modo che lo Stato riconosca finalmente questa pagina di storia cittadina con la medaglia d’oro al valore militare. Un’onorificenza che – invece – fu riconosciuta alla città di Como.
I valori del Risorgimento «che non bisogna dimenticare»
«Per la battaglia del 1889 – ricorda Barion – tutta Varese (allora un paesotto di circa 10.000 abitanti) era unita: dalla massoneria, al clero, ai commercianti. Una mobilitazione tale che non ho trovato in nessun altra città all’epoca. Questo sentimento di unità che caratterizzava la Varese risorgimentale è fondamentale ancora oggi, inteso come reciproco aiuto nella vita spirituale, sociale e materiale».
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Partiamo dal fatto che Varese come città non esisteva prima del fascismo, poi diciamo anche che nei documenti storici si potrebbe anche leggere tra le righe che sia stato un regalo degli assassini di matteotti, 2 su 3 di “varese”…io al posto di ste persone mi vergognerei per promuovere sta robaccia da guerrafondai nostalgici.