Trenitalia, fra miglioramenti e…guasti
La società registra il 90 per cento di treni in orario e un ritardo contenuto nei cinque minuti. I maggiori problemi riguardano la manutenzione
Il novanta per cento dei treni in orario e un ritardo contenuto nei cinque minuti: è questo il bilancio del primo semestre 2006 presentato ieri mercoledì 5 luglio da Trenitalia durante l’incontro con i consiglieri regionali della Commissione Trasporti. «Siamo soddisfatti e anche i pendolari mi sembra abbiano compreso lo sforzo che stiamo compiendo in questo periodo – spiega il direttore regionale di Trenitalia, Giovanni Cassola -. Nonostante i dati sul servizio siano migliorati, ciò non toglie che ci preoccupano altre questioni e in particolare alcuni problemi storici come i nodi rappresentati da alcune stazioni o l’ancora elevato numero di guasti che costringono a sopprimere o a sostituire treni ».
Anche il presidente della Commissione, Marcello Raimondi, ha sottolineato l’importanza dei miglioramento degli indicatori della puntualità. «I dati che il direttore regionale Trenitalia ci ha riferito – ha affermato – sono la conferma che stanno arrivando i primi risultati positivi dovuti al metodo di lavoro in sinergia tra istituzioni, Regione innanzitutto, e Trenitalia. Permangono tuttavia criticità dovute a una debolezza pianificatoria, a errori di programmazione, da parte delle ferrovie a livello nazionale, fatto che contribuisce a creare una carenza di disponibilità finanziaria». Perplessità sono state avanzate anche sul tema della manutenzione. «Guardiamo con preoccupazione anche a questo problema, ora insufficiente, che deve essere potenziata per esempio introducendo il terzo turno nello scalo Farini. Per il 2008 sono previsti il completamento di alcune infrastrutture, come il passante, e l’avvio del nuovo orario. E’ un appuntamento cui guardiamo con fiducia ma anche con tutte le attenzioni dovute».
Trenitalia ha riferito che negli ultimi mesi i treni in orario compresi nelle fasce dei pendolari (7-9 e 17-19) sono l’88 per cento e che, comunque, desta ancora preoccupazione il numero mensile dei treni soppressi (117) e dei treni sostituiti e fatti ripartire (109). «Potrei commentare – ha detto l’ingegner Cassola – che sui circa 35.100 treni al mese si tratta di cifre basse. Ma negherei che il problema dell’affidabilità dei treni ci preoccupa e ci impegna a essere propositivi e concreti per quanto riguarda il rinnovo del materiale rotabile».
Per quanto riguarda il futuro più vicino, tra un anno verrà completata la sostituzione del parco delle vetture più vecchie, mentre entro la fine del 2006 saranno disponibili sette nuove locomotive di nuovissima generazione. A settembre, invece, riprenderà il confronto coi pendolari.
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