Saronno ricorda Umberto Bossi con un momento di raccoglimento collettivo
La richiesta avanzata dalla Lega in consiglio comunale ha trovato accoglimento durante l'ultima seduta dell'assise cittadina
L’aula consiliare di Saronno si è fermata per ricordare la figura di Umberto Bossi, il fondatore della Lega Lombarda scomparso lo scorso 19 marzo.
Il minuto di silenzio, svoltosi durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, è arrivato su richiesta diretta del capogruppo leghista Raffaele Fagioli, che ha voluto rendere omaggio al senatore ed ex ministro sottolineandone l’eredità politica e il valore simbolico per il territorio.
«La scomparsa di Umberto Bossi – ha detto Fagioli – segna un momento di profonda riflessione per tutti noi che, in un modo o nell’altro, siamo cresciuti politicamente nel solco da lui tracciato. Possiamo dirlo senza esitazione: siamo tutti figli politici di Bossi».
Il ricordo si è poi spostato sul piano personale e storico, rievocando gli albori del movimento quando l’impegno politico veniva percepito come un ambito distante dai cittadini. Il consigliere ha citato la propria esperienza individuale, iniziata quando aveva solo sedici anni attraverso la lettura di Lombardia Autonomista, il giornale che veniva spedito a domicilio da Bossi, Maroni e da quelli che ha definito come «pochi altri eroici pionieri». Secondo l’esponente della Lega, l’azione di Bossi ha avuto il merito di restituire dignità all’impegno civile, coinvolgendo attivamente intere generazioni.
Il segretario della sezione cittadina, Angelo Veronesi, ha espresso il ringraziamento del gruppo al Presidente del Consiglio Francesco Licata per aver accolto la richiesta della commemorazione. È stata sottolineata la mediazione svolta dal Presidente nei confronti di quei consiglieri che, pur decidendo di non partecipare attivamente al minuto di silenzio, hanno mantenuto un comportamento rispettoso che ha evitato l’insorgere di polemiche durante la seduta. Veronesi ha concluso ribadendo il legame profondo con il Senatore, descritto come «un padre politico oltre che un amico, avendolo conosciuto personalmente».
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