Medicina rigenerativa e staminali: l’Insubria lancia a Varese il progetto SUST-STAM
Venerdì 10 aprile al Collegio Cattaneo di Varese il lancio dell'iniziativa Interreg che vede l'Università dell'Insubria capofila di un polo d'eccellenza tra Italia e Svizzera
L’Università dell’Insubria si conferma capofila dell’innovazione scientifica nel territorio con il lancio di SUST-STAM, un ambizioso progetto transfrontaliero dedicato alla medicina rigenerativa. Finanziata dal programma Interreg Italia-Svizzera, l’iniziativa punta a creare un ecosistema d’eccellenza tra Italia e Svizzera per lo sviluppo di terapie basate sulle cellule staminali, coinvolgendo università, centri di ricerca e imprese. Il debutto ufficiale avverrà venerdì 10 aprile a Varese, presso l’Aula Magna del Collegio Cattaneo, con un incontro aperto al pubblico che riunirà tutti i partner coinvolti.
Un mercato in forte espansione
La medicina rigenerativa rappresenta oggi una delle frontiere più promettenti della scienza medica e della farmaceutica globale. Il mercato mondiale delle terapie con cellule staminali ha raggiunto un valore stimato tra i 4 e i 20 miliardi di dollari, con l’Europa che ne detiene una quota di circa 8 miliardi. La crescita è rapidissima, con tassi annui che oscillano tra il 13% e il 25%. In questo scenario, il progetto SUST-STAM mira a posizionare l’area insubrica come un polo di riferimento, facilitando il trasferimento tecnologico e offrendo alle aziende locali nuove opportunità di competitività e ricerca.
Ricerca e sostenibilità al centro
L’approccio del progetto non è solo scientifico, ma guarda con attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica. Il team di ricercatori dell’Insubria, che comprende esperti di biotecnologie, ingegneria ed economia, lavorerà per rendere queste cure avanzate più accessibili e meno dipendenti dalle forniture estere. L’obiettivo è quello di creare filiere di produzione interne, utilizzando processi a basso impatto ambientale e materiali alternativi per la crescita delle cellule.
«Siamo orgogliosi che anche il settore delle cellule staminali venga affrontato secondo una visione di sostenibilità – il commento di Loredano Pollegioni, delegato della rettrice per la Ricerca e l’Innovazione – sia dal punto di vista ambientale, attraverso l’impiego di biomasse alternative e processi green nella produzione dei componenti necessari alla crescita cellulare, sia sotto il profilo economico, per rendere queste terapie innovative sempre più accessibili. È inoltre strategico sviluppare in Italia la produzione dei composti necessari, riducendo la dipendenza dall’estero nel settore farmaceutico».
Il programma della giornata a Varese
Il kick-off meeting di venerdì inizierà alle ore 11 con i saluti istituzionali. Interverranno Umberto Piarulli, prorettore vicario dell’Insubria, Elena Recchia per l’Autorità di Gestione del Programma, Fiorenza Ratti per il Canton Ticino e Flavia Marinelli, direttrice del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita. Oltre alla presentazione tecnica del progetto, è prevista una tavola rotonda dedicata al confronto tra gli attori del territorio. Il partenariato, oltre all’ateneo varesino, vede la presenza della Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita (FIIRV), della Swiss Stem Cell Foundation, dell’Università del Piemonte Orientale e di Heta Res Srl.
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