Via libera al piano cave della provincia di Milano

Definiti i quantitativi di materiale da estrarre; critici i gruppi dell'opposizione in consiglio regionale

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il Piano Cave della provincia di Milano di cui è stato relatore Stefano Maullu (FI), Presidente della Commissione Ambiente. Nel corso dei mesi che hanno preceduto l’approvazione, la Commissione Ambiente ha costituito un gruppo di lavoro, che ha tenuto conto anche delle proposte elaborate nella precedente legislatura. La Commissione ha anche sentito il parere degli enti locali  e degli operatori del settore.

«I principi su cui si fonda il Piano – ha spiegato Stefano Maullu –  sono l’attenzione  ai recuperi e ai ripristini ambientali al termine della fase estrattiva, l’incentivazione al riuso di materiale inerte derivante da demolizioni per un minor ricorso a materiale “nuovo”, l’accordo con gli enti locali interessati, con l’applicazione di particolari modalità operative, nei casi di ambiti estrattivi  per i quali sussistono problematiche viabilistiche o connesse alla salute pubblica, ed infine l’esigenza  di predisporre studi di incidenza per quegli ambiti estrattivi interessati dalla presenza di Siti di interesse comunitario.»

Nel corso dei lavori consiliari, sono state riconfermate le modifiche apportate dalla  Commissione alla proposta della Giunta, dalle quali risulta la soppressione  degli ambiti estrattivi di Caponago e di Paullo.

«Vengono inoltre proposti risparmi volumetrici (Busto Garolfo-Casorezzo, Colturano, Cusago) e numerose prescrizioni per opere di mitigazione, compensazione e recupero», ha anche  spiegato Maullu.

I gruppi  di opposizione hanno espresso il loro parere contrario, pur riconoscendo il valore del lavoro fatto in Commissione: non convincerebbero le quantità in aumento, il ruolo troppo debole dei Comuni e l’ambiguità della fase di transizione per Paullo.

Al proposito, il Consiglio ha anche approvato un ordine del giorno, proposto da Gianni Rossoni (FI) con cui ci si impegna a predisporre, “previa  acquisizione del parere favorevole degli enti interessati, tutti gli atti necessari alla ricollocazione dell’ambito estrattivo di Paullo” che è stato soppresso.

I quantitativi di materiale da estrarre previsti dal Piano sono circa 58 milioni di metri cubici: questo quantitativo costituisce  un risparmio di quasi 4 milioni di metri cubi rispetto alla proposta iniziale della Giunta (che prevedeva 61.727.000 metri cubi), ma un aumento rispetto ai 52.250.000 metri cubi previsti dal piano proposto dalla Provincia di Milano.

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Pubblicato il 16 Maggio 2006
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