Ballarin rifiuta il confronto, i rivali si infuriano
Salta il faccia a faccia tra i candidati. «Sono conosciuto, non ho bisogno di questo incontro». Meloni e Rota: «Il dibattito si fa sulle idee, non per mettersi in vetrina»
Cresce la temperatura a Cocquio Trevisago in vista delle amministrative di fine maggio. A contribuire allo scontro politico c’è il rifiuto categorico di uno dei candidati sindaco, Mario Ballarin, di incontrare in un confronto pubblico i due rivali, Giovanna Meloni e Riccardo Rota.
L’idea di un faccia a faccia era partita nei giorni scorsi dalla lista "Il mulino" guidata da Meloni ed aveva subito trovato il consenso di Rota della coalizione "Per Cocquio" che raggruppa i partiti di centrodestra (Lega Nord esclusa) e alcuni indipendenti.
«Ritengo che un confronto di questo tipo non sia utile né per la mia lista ("Tradizione, sviluppo, territorio" supportata dalla Lega ndr) né per gli elettori di Cocquio» taglia corto Ballarin. «Siamo in un piccolo paese, io sono già ben conosciuto e non ho bisogno di mettermi in mostra. Venerdì scorso ci siamo presentati in un’occasione pubblica e ritengo che ciò sia più che sufficiente». Per concludere Ballarin, già sindaco in passato, rincara la dose: «Meloni e Rota vogliono un dibattito? Se lo facciano tra di loro».
La risposta degli avversari è altrettanto tagliente, e non poteva essere altrimenti. «Neppure io e la signora Meloni abbiamo bisogno di farci conoscere, visto che entrambe partecipiamo da tempo alla vita pubblica» replica Rota, attuale assessore al bilancio della giunta Molinari. «Forse Ballarin non ha capito che i confronti pubblici servono a illustrare le proprie idee e a far nascere dibattiti sui programmi per il futuro di Cocquio, non per mettersi in vetrina. Io ribadisco la mia disponibilità a questa iniziativa, ma solo nel caso ci saremo tutti, altrimenti sarebbe perfettamente inutile».
«Ballarin in cinque anni non si è mai presentato in consiglio comunale – attacca Meloni – salvo farsi vedere dopo la sua decisione di candidarsi. Non è più al corrente dei problemi reali del paese: questo è il vero motivo per cui rifiuta il confronto pubblico. Non ha il coraggio di affrontare gli avversari: il problema è il confronto sulle idee, non sulla conoscenza delle singole persone».
La stoccata finale è altrettanto pungente: «Ritengo inquietante che Ballarin utilizzi la propria figura professionale, il medico di famiglia, per farsi campagna elettorale. E non è l’unico all’interno della sua lista».
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