Pietro Franzese pedala nel Varesotto tra le valli del Verbano: “Alle cascate? Sembrava di essere in Thailandia”
Due giorni in sella alla bicicletta gravel tra le valli del Verbano, alla scoperta di un territorio che, come ha scritto lui stesso sui suoi canali, non conosceva
Pietro Franzese, il cicloviaggiatore brianzolo noto sui social per i suoi lunghi tour in bicicletta attraverso Asia e Oceania, ha scelto il Varesotto per il suo ultimo giro. Due giorni in sella alla bicicletta gravel tra le valli del Verbano, alla scoperta di un territorio che, come ha scritto lui stesso sui suoi canali, non conosceva.
«Pedaleró in una zona di Lombardia nuova per me con tantissime chicche e curiosità», aveva annunciato martedì mattina partendo in treno verso il Lago Maggiore. E le chicche non si sono fatte attendere.
La prima rivelazione è stata la cascata Fermona, a Ferrera di Varese, dove il torrente Margorabbia scende per una trentina di metri in una piscina naturale circondata dai boschi delle Prealpi. «L’ho osservata come imbambolato per alcuni minuti prima di rendermi conto che non ero in Thailandia, a Bali o su Pandora ma poco distante da casa», ha scritto Franzese. Un posto che raramente figura sulle mappe dei grandi itinerari cicloturistici lombardi, ma che al cicloviaggiatore ha fatto tornare in mente gli scenari tropicali dei suoi viaggi asiatici.
Il giro del primo giorno lo ha portato poi al passo Forcora, con le relative fatiche di quota, e a un agriturismo del Luinese dove si è fermato per le specialità locali.
Mercoledì il programma è proseguito con circa cinquanta chilometri e oltre millecento metri di dislivello, tra il lungolago, le salite delle valli e una sosta al museo di Cadero. Lì gli hanno raccontato la storia di Vincenzo Peruggia, il decoratore nato in quel piccolo paese sopra Luino che nel 1911 trafugò la Gioconda dal Louvre di Parigi. Peruggia, emigrato in Francia come molti compaesani, aveva lavorato nel museo e conosceva le uscite secondarie. Tenne il quadro nascosto per due anni prima di essere scoperto a Firenze nel 1913, dove tentò di rivenderlo convinto di restituire all’Italia un’opera saccheggiata da Napoleone. Una leggenda locale vuole che l’originale non sia mai tornato al Louvre, e che da qualche parte nel Luinese esista ancora oggi.
21 agosto 1911: il varesino Vincenzo Peruggia rubò la Gioconda
«Luoghi incredibili, mai sentiti prima, accessibili a tutti e vicino casa», ha scritto Franzese al termine del viaggio. «Quando vi dico che l’America è qui, intendo proprio questo». Presto un episodio sul suo canale YouTube racconterà il giro per esteso, con le immagini delle strade e delle storie di questo angolo di provincia.
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