Varese città aperta. La sfida del centrosinistra

Presentata la lista dei Diesse. Quaranta nomi di cui venti indipendenti. Ampia la rappresentanza della società civile

Operai, pensionati, impiegati, studenti, ingegneri, architetti, insegnanti, artigiani, sportivi, medici e giornalisti. Quaranta candidati, di cui la metà esatta indipendenti. Sono proprio lontani i tempi del vecchio partito comunista e delle Frattocchie, dove le liste erano dominate dagli ortodossi. La lista dei candidati diessini alle amministrative per il Comune di Varese è quanto di più aperto alla società civile ci poteva essere. «Una scelta e una necessità», ribadiscono in coro i dirigenti.
Un’ampia rappresentanza, dunque, che puo’ vantare anche di aver riportato a casa il figliol prodigo Gianni Beraldo, ritornato nella sede di viale Monte Rosa dopo una breve esperienza con il Carroccio. Imitato da Piero Demolli, profugo della lista di Raimondo Fassa. Accanto ai decani della quercia compaiono nomi di giovanissimi, come la studentessa universitaria Lorella Campanale di appena 21 anni.

Varese città aperta – La scena è tutta del capolista Emiliano Cacioppo, con i big Daniele Marantelli e Stefano Tosi che si tengono in disparte. «Vogliamo ridare alla città la sua dignità e l’importanza che merita un capoluogo di provincia. Gli ex amministratori hanno lasciato una città impoverita dal punto di vista economico e culturale, il centrodestra non ha costruito nulla. Varese, inoltre, ha perso 6 mila abitanti. Il centrosinistra è unito e con Antonio Conte potrà ridare orgoglio alla varesinità».

Le priorità – I diesse riassumono in dieci punti le idee per la città: ridurre gli sprechi, migliorare la mobilità, con la realizzazione di parcheggi interscambio e bus navetta per i collegamenti con la città, una politica culturale che porti Varese al livello degli altri capoluoghi lombardi, la realizzazione di centri congressi e di un ostello della gioventù, dare vita ad una cittadella della salute di tipo europeo che valorizzi le eccellenze già presenti sul territorio, istituire un centralino comunale di pronto intervento  per gli anziani e che provveda a fornire servizi di prima necessità, rilanciare una politica abitativa per le giovani coppie, promuovere un patto per la scuola rilanciando la consulta scolastica, ridare forza e ruolo alle circoscrizioni, ristabilire una politica immobiliare pubblica razionalizzando l’uso e la destinazione degli acquisti senza sperperare.

La debolezza degli avversari – «ll centrosinistra è unito più che mai ed  è orgoglioso e convinto delle proprie possibilità, ha un programma e un candidato forti. Noi abbiamo già ingranato la quinta marcia il centrodestra è ancora in terza e non riesce ad ingranare perché ancora troppo diviso. La Lega Nord ha fatto piazza pulita nelle sue liste» dice Cacioppo.

Una battaglia da combattere – Daniele Marantelli se avesse un sigaro in bocca (ma è un atleta e non fuma), potrebbe assomigliare (ma solo a parole) a Winston Churchill, tanto è disposto a combattere questa battaglia politica strada per strada, casa per casa, quartiere per quartiere, condominio per condominio. «Ce la possiamo fare – dice il neodeputato diessino – e questa battaglia la possiamo vincere. È una bellissima lista di gente competente e soprattutto con radici popolari. Noi ridaremo ossigeno ad una città che ha subito l’asfissia politica del centrodestra. Antonio Conte  puo’ aprire una nuova stagione per la nostra città perché ha una competenza che non ha eguali. Vogliamo ridare ai varesini le qualità che gli sono state negate dalle ultime amministrazioni: il gusto per le sfide, la laboriosità lo spirito di iniziativa e soprattutto la capacità di accogliere gli altri. Gli elementi di chiusura di questi anni l’hanno ingiustamente penalizzata».

La strategia – È indubbio che l’accordo Fassa-Udc rompe gli schemi e soprattutto le uova nel paniere al centrodestra, costringendo Lega e Forza Italia a correre insieme e cercare un’intesa ferrea sul candidato. Il centrosinistra dovrà cercare di sfruttare la situazione cercando al ballottaggio un accordo con gli scissionisti dell’Udc e con la lista del primo borgomastro nella storia del Carroccio. «Per adesso – conclude Cacioppo – noi puntiamo sulla nostra unità e coesione, su un programma condiviso e soprattutto sul nostro candidato che gode di grande considerazione. Sul resto vedremo al momento»

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Pubblicato il 25 Aprile 2006
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