Da Busto Civitas un “no” secco allo scalo merci di Sacconago
Nuova "grana" politico-ambientale in vista a Busto. Rosa e Marelli "indignati" per l'approvazione del progetto: "i camion invaderanno la zona"
Riceviamo e pubblichiamo
Sconcerto ed indignazione per la notizia dell’
approvazione da parte della Regione e della Giunta Provinciale del
Progetto che prevede la realizzazione del terminal ferroviario merci
a Sacconago lungo la linea Seregno-Saronno-Novara.
“Mi chiedo quali
siano stati i criteri che hanno portato all’ approvazione di
questo progetto” commenta il presidente di Busto Civitas, il sinaghino Sandro Marelli: “l’area identificata come sede di questo
terminal è nelle immediate vicinanze dell’ impianto Accam, già
soggetto a polemiche e problemi irrisolti, ed è già
fortemente compromessa dal punto di vista ecologico-ambientale
essendo all’ interno di un territorio tra i piu’ inquinati
d’Italia.
Quando si afferma che
il terminal ferroviario permetterà di togliere dalle strade
circa 40.000 camion l’anno, ci si dimentica di sottolineare che
tali camion graviteranno inevitabilmente sul territorio cittadino, e
in particolare a Sacconago, con conseguenze disastrose dal punto di
vista sia ambientale che dell’inquinamento“.
Prosegue Marelli: “Mi
chiedo, inoltre, chi sedeva in rappresentanza della città di
Busto Arsizio al tavolo della Conferenza dei Servizi che ha approvato
questo progetto in che modo ha difeso i cittadini che rappresentava
da questa nuova ondata di inquinamento non richiesta, così
come mi interessa sapere la posizione assunta nello specifico dai
vari bustocchi e rappresentanti del territorio, che hanno ruolo
istituzionale nella compagine provinciale e regionale e che vediamo
particolarmente attivi e presenzialisti in questa fase di campagna
elettorale.”
Prosegue Luigi Rosa,
candidato sindaco per Busto Civitas: “Mi sembra che Busto Arsizio
sia diventato un territorio da “spartirsi”, totalmente privo di
tutele e di difese, e nel quale relegare tutte le iniziative ed i
progetti “scomodi” che trovano opposizioni presso gli altri
comuni. Non a caso alla decisione di puntare su Sacconago si è
giunti dopo aver scartato altre soluzioni, prima fra tutte quella
della zona industriale di Legnano a ridosso del confine con
Castellanza con motivazioni di salvaguardia del verde e delle aree
naturalistiche del parco dei Musei Pagani. La tutela del verde però
non è affatto prioritaria nel progetto che investe Sacconago,
se si pensa che dei 250.000 metri quadrati occorrenti per il progetto
soltanto 13.000 verranno destinati ad aree verdi, una cifra che ha
veramente del ridicolo.
Quell’area ha
sicuramente tutte le caratteristiche urbanistiche per diventare
un’appendice di servizio per la logistica nella zona industriale di
Busto Arsizio, ricordo per esempio le ipotesi legate all’utilizzo
da parte delle categorie artigiane e degli autotrasportatori, ma non
deve in alcun modo essere origine di un ulteriore appesantimento del
territorio dal punto di vista ecologico-ambientale”.
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