Lavena, si scioglie il consiglio comunale
Quattro consiglieri di maggioranza danno le dimissioni a due mesi dalle elezioni. Terzo mandato e albergo le questioni sul tavolo
«Abbiamo scelto la via delle dimissioni in un momento che non danneggia il normale iter amministrativo, per rendere pubblico il disagio che si è creato in seguito alla mancata condivisione delle scelte del Sindaco sul futuro del nostro Paese». Con queste parole Alberto Zocchi, Elios Anselmi, Vanessa Provini e Pietro Muraca, componenti a vario titolo della maggioranza in consiglio comunale, hanno chiuso ufficialmente il decennio alla guida di Lavena Ponte Tresa del sindaco Donata Mina Stocchi a poco meno di due mesi dalle elezioni amministrative che coinvolgeranno anche il paese affacciato sul Ceresio. A decretare la rottura finale, resa possibile dalle contestuali dimissioni dei consiglieri d’opposizione, sono stati due fatti accaduti in queste ultime settimane: la ricandidatura per il terzo mandato, nonostante la legge non lo permetta, della stessa Stocchi come sindaco e la volontà di approvare negli ultimi giorni disponibili il progetto per la costruzione di un albergo a Lavena al posto della «Vecchia Filanda».
Da queste due decisioni sono scaturite una serie di «deplorevoli accuse di tradimento e di vere e proprie diffamazioni, cui ci sentiamo in dovere di rispondere con un segnale forte, di sdegno e sfiducia», come hanno dichiarato i quattro consiglieri dimissionari, che hanno portato il clima ad un punto di tensione tale da provocare la rottura. Secondo i consiglieri in rivolta il sindaco «si è impegnato soprattutto a promuovere se stesso nella rincorsa ad un improbabile terzo mandato, scopo molto personale e poco istituzionale nel quale vengono coinvolti anche gli uffici comunali». Sulla questione dell’albergo, invece, a pesare su questa decisione è stata «la volontà amministrativa di portare a compimento all’ultima ora iniziative che andranno ad incidere pesantemente sul futuro di Lavena Ponte Tresa, opere che a nostro giudizio, positivamente o negativamente, dovranno comunque essere decise dalla prossima amministrazione comunale che si insidierà».
A rincarare la dose è intervenuto l’ex-sindaco e attuale capo-gruppo di minoranza Antonio Sanna: «Poteva anche succedere prima e, sinceramente, lo avremmo preferito – spiega Sanna – anche perchè nelle motivazioni di questa sfiducia ci sono gli stessi elementi che noi andiamo predicando da cinque anni».
Intanto il progetto dell’albergo resta fermo: «Questa è la più grande vittoria che l’opposizione ha ottenuto – conclude Sanna – la piscina è passata ma questa volta la stava facendo troppo grossa con tutte quelle modifiche di volumetrie e di piano regolatore».
A Lavena Ponte Tresa si chiude un ciclo, dunque, e i candidati alle prossime elezioni stanno già scaldando i motori in attesa della definizione delle liste.
Il sindaco Stocchi, contattato al telefono, non ha ritenuto opportuno replicare ora alle decisioni prese dai propri consiglieri riservandosi di rispondere nella giornata di domani.
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